Salone del Risparmio, Censis-Assogestioni: educazione finanziaria molto debole

Salone del Risparmio, Censis-Assogestioni: educazione finanziaria molto debole (foto Pixabay)

Formazione, consapevolezza, educazione finanziaria: sono le parole chiave della 13ma edizione del Salone del Risparmio, che si chiude oggi. Con l’occasione è stato presentato il 4° Rapporto Censis-Assogestioni «I risparmiatori oltre la crisi», secondo cui l’educazione finanziaria dei risparmiatori continua a essere scarsa.

Salone del Risparmio, l’educazione finanziaria in Italia

Secondo il Rapporto Censis-Assogestioni le competenze dei risparmiatori su risparmi, investimenti e processi economici sono molto deboli. Sono stati somministrati quattro quesiti a un campione per verificare la reale conoscenza dell’inflazione, dell’effetto di tassi attivi sui depositi, di tassi passivi sui prestiti, della differenza tra azioni e obbligazioni.

Il 40,9% dei risparmiatori italiani non conosce l’effetto dell’inflazione sul potere d’acquisto dei redditi, il 35% non sa come opera il tasso di interesse attivo su un conto corrente, il 47,8% non comprende gli effetti del tasso di interesse passivo su un prestito bancario, il 41,6% non sa distinguere tra azioni e obbligazioni. Sui quattro quesiti di verifica della reale educazione finanziaria, il 26,2% degli italiani ha risposto correttamente a due quesiti, il 16,2% ha risposto correttamente a un solo quesito, il 9,1% a nessun quesito.

Il Rapporto ha rilevato anche un gap tra quello che i risparmiatori pensano di sapere e quello che sanno veramente. Tra le persone che dichiarano di sapere che cos’è l’inflazione, 4 su 10 non sanno che riduce il potere d’acquisto dei redditi.

“La verifica delle reali conoscenze finanziarie smentisce l’autovalutazione positiva di molti risparmiatori”, sottolinea il Censis. Tra coloro che pensano di avere adeguate conoscenze finanziarie, il 25,4% ha risposto bene a due quesiti, il 15,4% a un solo quesito, il 7,1% a nessun quesito.

Così, “la presunzione di sapere espone al rischio di fare scelte finanziarie sbagliate. Il 40,2% di chi è convinto di possedere adeguate conoscenze finanziarie ha sperimentato perdite sui propri investimenti rispetto al 29,8% di chi pensa di non avere adeguate conoscenze in materia. Inoltre, l’eccesso di fiducia nelle proprie competenze porta ad abbassare la guardia e ad esporsi di più. Tra chi pensa di possedere ottime o buone conoscenze finanziarie, il 14,3% è pronto a prendersi alti rischi per ottenere subito rendimenti elevati rispetto al 7,9% di coloro che pensano di non avere sufficienti competenze”.

Cosa pensano i consulenti finanziari

Secondo quanto emerso dal sondaggio, il 55,9% dei consulenti finanziari intervistati ritiene che il termine che descrive meglio lo stato d’animo attuale dei loro clienti è «cautela». Seguono il disorientamento (40,0%), l’ansia (24,3%) e la speranza (16,5%).

Mentre, in merito alle conoscenze finanziarie dei propri clienti, meno dell’1% dei consulenti le definisce ottime, il 21,3% le giudica buone, il 50% sufficienti, il 28,2% insufficienti. Solo al 7,1% dei consulenti capita spesso di incontrare clienti con una educazione finanziaria elevata.

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