Prezzi ortofrutta, Commissione allerta rapida: si va verso la normalizzazione (Foto Jane Doan per Pexels)

I prezzi dell’ortofrutta sono stati al centro della terza riunione della Commissione di allerta rapida. Sulla filiera si sono abbattuti i rincari dei prodotti energetici ma grazie alla riduzione dei costi dell’energia e alla produzione estiva si va verso una “normalizzazione” dei prezzi per i consumatori. Questo quanto emerso ieri dalla terza riunione della Commissione di allerta rapida per il monitoraggio sui prodotti agricoli, con particolare riferimento alla filiera ortofrutticola. L’incontro, alla presenza del sottosegretario MassimoBitonci e presieduto dal Garante per la Sorveglianza dei Prezzi, Benedetto Mineo, “ha approfondito – spiega una nota del Ministero delle Imprese e del Made in Italy – le dinamiche dei prezzi alla luce dell’andamento degli stessi e delle possibili ripercussioni degli eventi climatici che hanno interessato alcune aree territoriali del nostro Paese”.

I prezzi dell’ortofrutta verso l’inversione di tendenza

Nel confronto tecnico “è emerso come il rincaro dei prodotti energetici dei mesi scorsi abbia avuto ripercussioni su tutta la filiera ortofrutticola e che, a ciò, si sono aggiunti i recenti eventi climatici estremi che hanno impattato negativamente sulla produzione italiana. Tuttavia, la decelerazione del tasso di inflazione, fortemente influenzato dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici, come confermato a maggio 2023 dall’ISTAT, potrebbe favorire già nelle prossime settimane una auspicata inversione di tendenza dei dati oggi monitorati”.

Il paniere dell’ortofrutta, spiegano ancora dalla Commissione, rimane “molto ampio” e questo permette alle famiglie di “scegliere tra i diversi prodotti, a seconda della stagionalità, dell’origine, della disponibilità e del prezzo, a conferma che il sistema ha, nel suo complesso, una capacità di reazione agli eventi avversi, anche grazie anche alle scelte di acquisto dei consumatori”.

La Commissione fa anche riferimento al fatto che con la produzione estiva e la frutta di stagione si avrà una maggiore disponibilità di prodotti.

Risultato? “Nelle prossime settimane è lecito attendersi i primi segnali di un processo di normalizzazione dei prezzi, favorendo così una ripresa dei consumi”.

Il Garante dei prezzi è poi al lavoro per avviare un’analisi delle dinamiche dei prezzi di filiera, distinguendo fra produzione nazionale e produzione importata e facendo controlli all’origine, all’ingrosso e al consumo. La Commissione insomma continuerà il monitoraggio dei prezzi, a tutela dei consumatori.

Prezzi ortofrutta, Assoutenti: frutta e verdura in salita

In vista della riunione, nei giorni precedenti Assoutenti aveva evidenziato che mentre si stanno riducendo i prezzi della pasta, risultavano ancora in salita quelli di frutta e verdura – secondo i dati Istat di maggio.

“In base ai dati Istat, il comparto dei vegetali fa registrare a maggio rincari medi del +14,6% su base annua, in forte crescita rispetto al +10,9% fatto segnare ad aprile –questa l’analisi di Assoutenti – Le patate aumentano del 22,4%, i pomodori passano dal +8,6% di aprile al +18,2% di maggio, i cavoli salgono del 17,9% contro il 12,3% del mese precedente. Forti aumenti anche per le arance, che segnano un +13,2% su base annua”.

A maggio risulta in controtendenza la pasta, oggetto di tante denunce e approfondimenti nei mesi scorsi. I prezzi “frenano la corsa” e si riducono del 14% rispetto al record registrato lo scorso ottobre, pari al +26,8%. Secondo una rilevazione fatta dagli sportelli Assoutenti sul territorio, in numerose città la pasta è ora sotto i 2 euro al chilo.

UNC: “Hanno scoperto l’acqua calda”

Scettico il commento dell’Unione Nazionale Consumatori sull’analisi legata all’impatto di rincari energetici ed eventi climatici.

«Hanno scoperto l’acqua calda. Inoltre, anche se in alcuni casi l’alluvione in Emilia Romagna ha certo influito sui prezzi, resta il fatto che non tutti i rialzi sono pienamente giustificati, sia per l’entità del loro incremento sia perché altri prodotti ortofrutticoli non hanno subito analoghi aumenti e, anzi, sono talvolta addirittura diminuiti – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Mentre le pesche e le nettarine sono rincarate in un solo mese, da aprile a maggio, del 27,7%, albicocche, ciliegie e susine sono salite del 9,2%, un terzo, pomodori del 7,5%, meloni, ananas e kiwi del 7,1%, altri prodotti, come cetrioli, melanzane, zucchine, piselli, peperoni, fagiolini sono invece scesi, sempre in un mese, del 5%, l’insalata del 2,7%, uva, fragole, frutti di bosco costano il 3,4% in meno. Bisogna, quindi, indagare, visto l’andamento dei prezzi così diversificato, se lungo la filiera di alcuni prodotti, decisamente troppo lunga in Italia, c’è chi ha speculato approfittandosi della situazione».

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