Risparmio: educazione e scelte consapevoli sono le sfide per i giovani

Risparmio: educazione e scelte consapevoli sono le sfide per i giovani (foto Pixabay)

Gli italiani mostrano un’attitudine positiva verso il risparmio. Anche le famiglie più in difficoltà si sono sforzate di aumentare il risparmio, facendo meno ricorso a prestiti o ai risparmi accumulati: sono alcuni dei dati emersi dalla 23a edizione dell’indagine “Gli italiani e il risparmio, realizzata da ACRI con Ipsos, in occasione della 99ª Giornata Mondiale del Risparmio (31 ottobre).

“Il tema di quest’anno – spiega ACRI – sottolinea il valore del risparmio privato in un periodo prolungato di profondi cambiamenti, incertezze e criticità, con particolare attenzione alla prospettiva delle nuove generazioni. Nell’attuale contesto si trovano ad affrontare diverse sfide: precarietà lavorativa, bassi salari (il salario medio di un giovane italiano è significativamente inferiore a quello dei loro coetanei in altri paesi europei), scarsa educazione finanziaria e ridotta fiducia nelle istituzioni finanziarie”.

Risparmio e investimento, le percezioni degli italiani nel 2023

Secondo quanto emerso dall’indagine, il concetto di risparmio ha un’accezione prevalentemente positiva: è associato per lo più alla tranquillità (39%), ma anche a tutela (22%), saggezza (16%) e crescita (10%); risparmiare implica anche una proiezione al futuro per un italiano su quattro. Allo stesso tempo, per un italiano su tre, il risparmio oggi – più di un anno fa – implica fare dei sacrifici (29% vs 25% nel 2022).

Crescono coloro che vivono la capacità di risparmio con meno ansia e senza troppe rinunce (53% vs 49% nel 2022), tornando di fatto ai livelli del 2021, a fronte di una contrazione di coloro che non vivono tranquilli se non mettono da parte dei risparmi (34% vs 37% nel 2022). Inoltre i risparmi accumulati, anche grazie al periodo del lock down, permettono a molti italiani di fare fronte a spese impreviste con mezzi propri e con una certa tranquillità per piccoli importi. Si tratta di un numero in lieve crescita rispetto allo scorso anno: 77% le famiglie in grado di far fronte a spese non programmate pari a 1.000 euro (75% nel 2022).

Risulta, invece, più difficile affrontare spese impreviste di entità importanti, stante il perdurare di un elevato tasso di inflazione e la volontà di mantenere i propri consumi: il 36% delle famiglie è in grado di fare fronte a spese non programmate di 10.000 euro, in lieve calo rispetto al 2022 (39%).

Nell’attuale contesto di incertezza economica, rimane forte la propensione degli italiani verso la liquidità come forma di protezione dall’imprevisto. Anche se – sottolinea l’indagine -si osserva una crescita della propensione verso strumenti finanziari meno rischiosi, che possano mettere al riparo dall’erosione dei propri risparmi dovuta all’inflazione e godere di tassi via via sempre più positivi.

Per più di un terzo degli italiani l’accumulo di denaro è fine a sé stesso. Tra i due terzi che invece risparmiano con una progettualità futura, emerge una visione più a breve termine rispetto al 2022.

 

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I giovani e la gestione del denaro

Secondo quanto emerso dall”indagine, sono i giovani a mostrare una maggiore sensibilità verso temi come il risparmio e la gestione del denaro. Anche se poi non si sentono sufficientemente preparati e hanno quindi poca fiducia nella propria capacità di gestire il denaro.

In particolare, i giovani 18-30enni sono più interessati degli adulti (45-64 anni) ai principali temi che riguardano la gestione del denaro: soprattutto vorrebbero sentirsi più preparati sulle principali forme di investimento per il futuro (33% vs 22% tra i 45-64enni)  rispetto alle quali riconoscono una carenza informativa, sugli strumenti di gestione del risparmio (22% vs 13% tra i 45-64enni), sul funzionamento dei fondi previdenziali e di pensione integrativa (24% vs 17% tra i 45-64enni), meno sui prodotti assicurativi.

Anche il tema delle criptovalute attira la loro l’attenzione (23% i giovani interessati vs 9% dei 45-65enni), perché sono strumenti innovativi che utilizzano tecnologie digitali, a cui i giovani si sentono affini.

Inoltre, pur con una lieve diminuzione, rimane ancora altissima la quota di italiani che si dichiarano preoccupati del futuro economico dopo il pensionamento (sono il 72% vs. 75% nel 2022); al riguardo, i giovani appaiono meno preoccupati (69% vs 72% del totale popolazione), probabilmente in virtù del fatto che vedono il momento della pensione come un evento ancora molto lontano.

Tra i giovani occupati di 18-30 anni la quota dei sottoscrittori di strumenti di previdenza integrativa è inferiore alla media (17% vs 19% tra gli occupati in Italia); ma l’interesse sembra comunque elevato, poiché circa un terzo sì è comunque già informato su questo tema. Per molti, soprattutto tra i giovani e fino ai 44 anni, la previdenza non è comunque sentita come un’urgenza, avendo al momento altre priorità.

 

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