Legge sul ripristino della natura, la reazione di agricoltori e ambientalisti (Foto Pixabay)
Ripristino della natura, la risposta di agricoltori e WWF
Si accende il dibattito intorno alla legge sul ripristino della natura approvata dal Parlamento europeo
Si accende il dibattito intorno alla legge sul ripristino della natura approvata dal Parlamento europeo Gli agricoltori non la vedono di buon occhio mentre diversa è la posizione delle associazioni ambientaliste, come il WWF, che la ritiene una “opportunità storica”. Per conseguire gli obiettivi fissati dall’Ue, secondo il testo approvato ieri Aula, entro il 2030 gli Stati membri dovranno ripristinare il buono stato di salute di almeno il 30% degli habitat contemplati dalla nuova legge. Questa percentuale aumenterà poi al 60% entro il 2040 e al 90% entro il 2050.
Coldiretti: “Norma senza logica”
Sull’argomento si sono esposti gli agricoltori a partire da Coldiretti, contraria alla proposta come si evince dalla sua nota stampa: “Con ripristino natura aumenta la burocrazia e diminuisce la produzione agricola”.
Commenta il presidente Ettore Prandini:«Norma senza logica che mette in contrapposizione natura e agricoltura». La legge è «un compromesso al ribasso rispetto alla proposta del Parlamento, anche se meno negativa della prima proposta della Commissione europea».
Prandini sottolinea anche quanto fatto insieme agli europarlamentari «per far cadere una serie di vincoli – come, ad esempio, l’abbandono del 10% delle superfici agricole e disincentivi alla manutenzione del territorio. Tutte misure che avrebbero ulteriormente ridotto la capacità produttiva. La legge – ribadisce – resta però un controsenso perché mette in contrapposizione la natura e l’agricoltore, che in realtà è il vero custode di questo patrimonio ambientale. Non è allontanando gli agricoltori dalla terra che si preserva l’ambiente».
Cia: “Un’altra strada in salita”
Interessante sottolineare anche il punto di vista di Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) che dopo il via libera alla normativa da parte della plenaria del Parlamento Ue ritiene che la legge possa rappresentare per l’agricoltura “un’altra strada in salita tra rischi sul potenziale produttivo e ulteriori oneri”.
“Pesa non poco”, alla luce delle criticità geopolitiche e commerciali in atto, l’obiettivo ambizioso del ripristino degli ecosistemi. “Inoltre, – sottolinea Cia – visti proprio gli eventi climatici estremi, oltremodo preoccupa la tendenza positiva che si dovrà registrare, per legge, rispetto alle risorse idriche, 25 mila km di fiumi, come l’impegno imposto di garantire che non vi sia alcuna perdita netta né della superficie nazionale totale degli spazi verdi urbani, né di copertura arborea urbana”.
La legge approvata dal Parlamento europeo prevede anche “un freno di emergenza che, in circostanze eccezionali, consentirà di sospendere gli obiettivi relativi agli ecosistemi agricoli qualora questi obiettivi riducano la superficie coltivata al punto da compromettere la produzione alimentare e renderla inadeguata ai consumi dell’UE”, come informa la nota del Parlamento europeo.
Per la Cia però il freno di emergenza previsto “non è soddisfacente se non entra nel merito, quanto meno su tempistiche e quantitativi, per mettere al riparo di volta in volta, le produzioni e tutelare agricoltori e consumatori rispetto agli approvvigionamenti e al rischio escalation dei prezzi”.

WWF: ripristino della natura è “opportunità storica”
Differente invece è il punto di vista del WWF che accoglie con favore il voto europeo.
“La legge sul ripristino della natura – spiega l’associazione – rappresenta un’opportunità storica per riportare la natura e il benessere delle persone al centro dei nostri valori. In un momento in cui l’Europa e l’Italia sono devastate da fenomeno catastrofici come inondazioni, siccità e incendi, questa legge contribuirà a garantire un futuro più sicuro e più sano per i cittadini europei”.
Non è ancora finita, perché l’accordo dovrà essere approvato formalmente dagli Stati membri – il voto è previsto fra marzo e aprile di quest’anno e il WWF si chiede se il Governo italiano farà opposizione.
«L’approvazione della legge sul ripristino della natura è la migliore risposta alla campagna di disinformazione che è stata condotta negli ultimi mesi contro le politiche del Green Deal europeo – commenta Dante Caserta, Responsabile Affari Legali e Istituzionali del WWF Italia – Siamo soddisfatti della scelta degli Eurodeputati di aver dato ascolto alla scienza e di aver respinto posizioni populiste e antiscientifiche. Ora chiediamo al Governo italiano di cambiare rotta e approvare una legge necessaria per il benessere della natura e delle persone».

