Pubblicato il rapporto Cesvi sul maltrattamento all'infanzia (Foto Cesvi_copyrightRogerLoGuarro)

Lo strascico della pandemia continua a influire sul benessere di bambine e bambini, specialmente in relazione al maltrattamento infantile e alla loro trascuratezza. Tuttavia, emergono finalmente i primi segnali di ripresa, che andranno consolidati in un contesto caratterizzato da incertezze geopolitiche legate alle guerre e da dinamiche economiche come l’inflazione e il caro energia. Il sesto “Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia“, curato da CESVI, analizza i punti di forza e di debolezza delle regioni italiane rispetto ai fattori di rischio e ai servizi disponibili.

Dal rapporto si evidenzia nuovamente un’Italia divisa, dove le regioni del nord si distinguono per una maggiore virtuosità rispetto al Mezzogiorno. Le regioni italiane dove il contesto è più favorevole per bambine e bambini sono Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, stabili ai primi posti, seguite da Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Al contrario, il rischio complessivo è massimo in Campania, Sicilia, Puglia e Calabria, che mostrano un’elevata criticità nonostante i tentativi di miglioramento.

Scendendo nel dettaglio, il focus di questa ultima edizione dell’Indice, intitolato “Le parole sono importanti“, si concentra principalmente sul ruolo del linguaggio nel maltrattamento e nella cura all’infanzia. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’abuso psicologico, ad esempio, inclusa la violenza verbale, è la forma più diffusa di maltrattamento infantile in Europa, con una prevalenza del 36,1%. La violenza verbale include ovviamente comportamenti come insulti, critiche e minacce, che hanno conseguenze gravi sulla salute mentale dei bambini, influenzando negativamente la loro crescita emotiva e psicologica.

L’importanza d’investire in un linguaggio positivo

Alla luce di quanto detto, dunque, per prevenire il maltrattamento, il rapporto CESVI suggerisce d’investire nell’educazione alla cura e nel linguaggio positivo, rivolgendosi a bambini, genitori e comunità educante. Questo percorso deve partire dalla formazione dei professionisti e dalla ricerca di un linguaggio condiviso sul maltrattamento nei tavoli di coordinamento territoriale.

Spiega Stefano Piziali, Direttore generale di CESVI: “Il maltrattamento all’infanzia è un grave problema sociale, che ha conseguenze negative sulla salute fisica e mentale di chi viene maltrattato sia nel breve sia nel lungo periodo, ma anche su tutta la comunità. È un problema di diritti dell’infanzia e di salute pubblica, non solo una questione individuale o familiare”.

Le case del sorriso

Le Case del Sorriso di CESVI sono un esempio calzante e svolgono un importante lavoro di prevenzione e cura, sostenendo i bambini e le loro famiglie attraverso percorsi di crescita e consapevolezza. Questo programma pone un’attenzione specifica al linguaggio, sia nel rapporto tra professionisti e beneficiari, sia come strumento per costruire un dialogo positivo nei nuclei familiari: “A partire dalla parola è possibile gettare le basi per una vita più degna per bambini e bambine a rischio”, ha aggiunto Piziali.

Maria Teresa Bellucci, invece, Viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, ha sottolineato l’importanza della tutela dell’infanzia e dell’adolescenza come priorità del Governo: “Abbiamo destinato oltre 300 milioni di euro per l’apertura di Comunità per adolescenti, centri dove i ragazzi possono trovare opportunità educative gratuite che spesso vengono loro negate. Come istituzioni, abbiamo il compito di prenderci cura dei loro sogni, di sostenerli in un percorso di vita sana e lontana da ogni tipo di maltrattamento”.

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