Bce ribassa i tassi. MDC: boccata d’ossigeno, ma il sovraindebitamento rimane (Foto di Jens Neumann da Pixabay)

Entrano in vigore oggi le modifiche decise qualche giorno fa dalla Banca Centrale Europea (Bce) che ha tagliato i tassi di interesse di un quarto di punto. “Monitorare da vicino le conseguenze delle politiche sui tassi della BCE, per evitare ulteriori pressioni sulle famiglie”: è quanto commenta il Movimento Difesa del Cittadino, per il quale il ribasso dei tassi deciso dalla Bce è una boccata d’ossigeno per milioni di famiglie. Bisogna però tenere alta l’attenzione sul sovraindebitamento, fenomeno che certo non è diminuito. Si stimano in Italia quasi 15 miliardi di euro di crediti deteriorati.

I nuovi tassi di interesse

Nei giorni scorsi la Bce ha deciso di ridurre di 25 punti base il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale, tasso mediante il quale orienta la politica monetaria. Di conseguenza il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale sarà ridotto al 3,50%. I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno ridotti rispettivamente al 3,65% e al 3,90%. Le modifiche entrano in vigore oggi.

“La decisione della Banca Centrale Europea (BCE) di tagliare i tassi di interesse al 3,5% – commenta MDC – rappresenta una boccata di ossigeno per milioni di famiglie alle prese con il carovita e l’autunno caldo di bollette energetiche in decollo verticale e spese scolastiche in aumento”.

Due anni di continui aumenti hanno pesato sui bilanci delle famiglie. Di quanto? Le rate dei mutui sono aumentate di centinaia di euro al mese.

“Per un mutuo a tasso variabile da 150.000 euro della durata di 25 anni, la spesa annua è aumentata di 4.380 euro rispetto al 2021, con una rata mensile che è cresciuta di 365 euro – spiega MDC – Per un mutuo di 125.000 euro, la rata mensile è aumentata di 270 euro, con un costo annuo aggiuntivo di 3.240 euro. I nuovi mutui a tasso variabile, nel 2023, hanno superato il 6%, rispetto allo 0,6% di fine 2021. La media attuale si attesta al 3,67%, il che significa che per un prestito da 150.000 euro a 20 anni la rata è di 1.180 euro al mese, con un incremento di 515 euro (+77,4%) rispetto ai 665 euro di due anni fa”.

Ora, con il lieve ribasso deciso dalla Bce, il tasso sui mutui del 3,44% rispetto al 5% dello scorso anno potrebbe calare ancora al 3,20%. Ci potrebbe essere un risparmio di oltre 70 mila euro su un mutuo da 200 mila a 25 anni e un impatto positivo anche su tassi di credito al consumo, che dopo la fiammata del 2024 con livelli del 14% potrebbero scendere all’8,25%.

MDC ricorda queste stime e ricorda con essere l’allarme sovraindebitamento (l’associazione fra l’altro ha creato una rete di sportelli nell’ambito del progetto TRIS Recupero) sul quale chiede di mantenere alta l’attenzione.

“I dati del 2023 indicano che i crediti deteriorati delle famiglie ammontano a 14,9 miliardi di euro: 6,8 miliardi di mutui non pagati, 3,7 miliardi di crediti al consumo non rimborsati e 4,3 miliardi di arretrati su altri prestiti personali. Di questo totale, 5,7 miliardi sono sofferenze—crediti che non verranno recuperati — 7,1 miliardi sono inadempienze probabili e circa 2 miliardi sono rate scadute”.

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