Morbillo, in Italia notificati 70 casi a gennaio (Foto di Angelo Esslinger da Pixabay)

Dal 1° gennaio al 31 gennaio 2025 in Italia sono stati notificati 70 casi di morbillo (pari a 14,2 casi per milione di abitanti) di cui 62 confermati in laboratorio, 2 probabili e 6 possibili. Sono 13 le regioni in cui ci sono stati casi di morbillo nel primo mese del 2025 ma il 74,3% dei casi riguarda cinque regioni: Lombardia, Veneto, Lazio, Sicilia, Sardegna.

L’Italia continua a registrare un aumento dei casi di morbillo: a gennaio tornano ad aumentare rispetto ai 52 segnalati a novembre 2024 e ai 55 segnalati a dicembre 2024. A gennaio dello scorso anno, i casi segnalati erano stati 34, mentre il picco del 2024 è stato raggiunto ad aprile con 181 casi.

Il dato viene dal numero di febbraio 2025 del bollettino periodico Morbillo & Rosolia News curato dalla sorveglianza epidemiologica nazionale del morbillo e della rosolia (Istituto superiore di sanità) che mostra anche l’andamento dei casi di morbillo segnalati in Italia da gennaio 2023 al 31 gennaio 2025.

L’Italia è tra i cinque Paesi che hanno segnalato il maggior numero di casi di morbillo nell’ UE/SEE nel periodo di dodici mesi dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024.

“La maggior parte dei casi di morbillo segnalati in Italia nel 2024 – si legge nel bollettino – riguarda persone non vaccinate o vaccinate con una sola dose, e oltre la metà dei casi sono adolescenti e giovani adulti. Tuttavia, come nel resto d’Europa, l’incidenza più elevata viene osservata nei bambini sotto i cinque anni di età, tra cui continuano ad essere segnalati anche casi in bambini sotto l’anno, troppo piccoli per essere vaccinati”.

Morbillo, boom dei casi in Italia: 1045 nel 2024, nove su dieci non erano vaccinati
(Foto Pixabay)

 

Morbillo, l’andamento a gennaio

A gennaio 2025 l’età mediana dei casi segnalati di morbillo è pari a 29 anni; il 44,3% sono adolescenti o giovani adulti (età 15-39 anni) e un ulteriore 25,7% ha più di 40 anni di età. Tuttavia l’incidenza più elevata è stata osservata nei bambini sotto ai 5 anni d’età e sono stati segnalati 4 casi in bambini con meno di un anno di età, troppo piccoli per essere vaccinati.

Lo stato vaccinale è noto per il 91,4% dei casi segnalati, di cui il 95,3% erano non vaccinati al momento del contagio. Tra i casi segnalati, 7 sono operatori sanitari (di cui 5 non vaccinati).

Le complicanze più frequentemente riportate sono state diarrea e insufficienza respiratoria. È stato segnalato un caso di encefalite in un giovane adulto, non vaccinato. Per il 51,4% dei casi (in 36 casi su 70) c’è stato un ricovero ospedaliero e per un ulteriore 12,9% (9 casi) una visita in Pronto Soccorso.

Tra il 1 gennaio 2025 e il 31 gennaio 2025 non sono stati segnalati casi di rosolia.

Morbillo e coperture vaccinali

Il bollettino riporta anche l’andamento dei casi di morbillo negli ultimi due anni, da gennaio 2023 al 31 gennaio 2025. In questo periodo c’è stata una bassa incidenza fino ad agosto 2023 e un successivo aumento graduale del numero di casi, fino a un picco nel mese di aprile 2024. Il numero di segnalazioni è progressivamente diminuito nei mesi successivi fino a ottobre 2024, per poi risalire tra novembre 2024 e gennaio 2025.

“L’aumento osservato in Italia a partire da fine agosto 2023 – informa l’Iss – è dovuto a diversi fattori, tra cui le coperture vaccinali (CV) nella popolazione subottimali, l’importazione di casi da aree geografiche con elevata circolazione del virus, e il tipico andamento ciclico del morbillo”.

Per prevenire focolai di morbillo, malattia esantematica virale molto contagiosa ma prevenibile con la vaccinazione, e raggiungere la sua eliminazione, sono necessarie coperture vaccinali nella popolazione di almeno il 95% con due dosi di vaccino somministrate attraverso servizi di immunizzazione di alta qualità. In Italia gli ultimi dati di coperture vaccinali, relativi al 2022, indicano a livello nazionale una copertura vaccinale pari al 94,4% per la prima dose di vaccino nei bambini di 24 mesi di età, e una pari all’85,1% per la seconda dose a 5-6 anni di età. Esistono variazioni tra le Regioni, con un range, per la prima dose, da 76,2% a 97,8%, e per la seconda dose a 5-6 anni, da 72,6% a 93,2%.

Parliamone ;-)