Influencer e content creator, circolare Inps su inquadramento previdenziale e contributivo (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)
Influencer e content creator, quale inquadramento previdenziale e contributivo?
L’Inps diffonde una circolare che affronta il tema dell’inquadramento previdenziale e contributivo di influencer e content creator digitali
La normativa deve andare al passo della modernità e di attività economiche legate a figure sempre più diffuse, quali sono influencer e content creator. Quella dei creatori di contenuti digitali è un’attività sempre più diffusa che va ricondotta nel quadro del sistema previdenziale e contributivo.
L’Inps ha dunque pubblicato una nuova circolare che riguarda “l’inquadramento previdenziale e contributivo dei creatori di contenuti digitali (DCC), un settore in rapida evoluzione che coinvolge soprattutto i giovani. Questa circolare – spiega una nota – fornisce linee guida chiare e pratiche per facilitare la gestione degli obblighi fiscali e contributivi legati a queste nuove professioni”.
La circolare illustra i criteri generali per individuare la disciplina previdenziale applicabile a chi lavora come influencer e content creator, e più in generale come creatore di contenuti su piattaforme digitali, e i relativi obblighi contributivi.
Influencer e content creator, Inps: “Promuovere lavoro in regola nel mercato dei lavori digitali”
L’obiettivo principale della circolare è quello di “adattare le normative esistenti alle specifiche esigenze delle professioni legate all’economia digitale, che spesso sfuggono a schemi consolidati”.
La circolare descrive le caratteristiche dell’attività di chi crea contenuti, le modalità di svolgimento e remunerazione, i rapporti di lavoro diversi che possono sorgere fra creatori di contenuti digitali, aziende e agenzie intermediarie. Riserva poi attenzione alla figura deel creator, comprendente “influencer, youtuber, streamer, podcaster e pro gamer”, con l’intento di fornire un quadro flessibile e comprensibile che possa evolvere con il settore, stabilendo principi comuni per inquadrare le diverse attività.
«La circolare INPS sull’inquadramento previdenziale di creator digitali ed influencer è un segno concreto dell’attenzione dell’Istituto ai giovani e alle nuove professioni sui temi previdenziali e al contempo risulta coerente con l’obiettivo di promuovere lavoro in regola in un mercato, quello dei lavori digitali, dove c’è grande rischio di speculazione – afferma il presidente INPS, Gabriele Fava – Questa iniziativa, che ha trovato la valutazione positiva del Ministero del Lavoro, rientra nel più ampio progetto di promozione della cultura previdenziale che caratterizzerà i prossimi anni e punta a portare a bordo il maggior numero di giovani».
Influencer e content creator, quali regole?
La circolare ripercorre quelli che sono considerati i tratti distintivi dell’attività di creazione di contenuti digitali, e spiega che le forme di remunerazione possono essere varie.
La remunerazione può avvenire “direttamente dalla piattaforma, attraverso il riconoscimento di una percentuale del guadagno pubblicitario in proporzione al seguito degli utenti o mediante il riconoscimento di somme individuate sulla base di accordi individuali. L’attività può essere, inoltre, remunerata con il pagamento da parte dei propri sostenitori, tramite l’intermediazione della piattaforma. Infine, i content creator possono monetizzare la propria attività attraverso sponsorizzazioni o vendita diretta di prodotti, senza alcuna intermediazione della piattaforma di distribuzione dei contenuti”.
Nelle categorie che rientrano fra i content creator, spiega la circolare, “si annovera quella peculiare dell’influencer, ossia colui che in ragione della sua popolarità e del credito maturato nell’ambito della comunità degli utenti delle piattaforme è particolarmente idoneo a orientare opinioni e gusti del pubblico di riferimento. Lo sfruttamento commerciale della propria immagine e del seguito maturato si sostanzia prevalentemente nell’attività di promozione di beni o servizi, a fronte di denaro o altre utilità”.
La parte centrale del documento si concentra sulla disciplina previdenziale applicabile e affronta l’inquadramento giuridico di queste professioni in mancanza di normative specifiche. L’INPS utilizza criteri già esistenti per definire il regime previdenziale appropriato, esaminando variabili chiave come le modalità di attività e l’organizzazione del lavoro.
A volte, ad esempio, si può applicare il regime previdenziale dei lavoratori autonomi, con la previsione di un’attività economica che rientra nel settore commerciale/terziario.
Oppure si può applicare il regime previdenziale dei lavoratori dello spettacolo “qualora l’attività svolta dai soggetti in trattazione presenti caratteristiche riconducibili a prestazioni artistiche, culturali e di intrattenimento”.
La circolare, spiega l’Inps, è stata elaborata con il coinvolgimento del mondo associativo di settore, garantendo che le osservazioni e le indicazioni dei professionisti siano state integrate nel testo.

