Cop16 di Roma, serve un accordo per la biodiversità (Foto di NatureFriend da Pixabay)
Cop16 di Roma, società civile: serve un accordo per la biodiversità
Dal 25 al 27 febbraio ci saranno a Roma le sessioni supplementari della Cop16. 39 associazioni della società civile chiedono un accordo sulla biodiversità
Serve un accordo per la biodiversità alla prossima Cop16 di Roma. E se vale il detto “follow the money”, bisogna allora agire sui finanziamenti perché è qui che si gioca la partita contro la perdita di biodiversità. Serve la mobilitazione di 200 miliardi di dollari l’anno per la biodiversità entro il 2030.
A livello globale, le stime indicano che servirebbe una cifra compresa fra i 722 e i 967 miliardi di dollari l’anno per gestire in modo sostenibile la biodiversità e mantenere l’integrità degli ecosistemi. Ecco la posta in gioco che verrà affrontata dal 25 al 27 febbraio prossimi quando Roma ospiterà le sessioni supplementari della Cop16 della Convenzione sulla diversità biologica, dopo la battuta di arresto registrata a Cali, in Colombia, a fine ottobre. La Cop16.2 si svolgerà presso la sede della FAO delle Nazioni Unite.
Il quadro globale per la biodiversità
La Cop16 ha come obiettivo centrale il rafforzamento dell’implementazione del Quadro globale per la biodiversità di Kunming-Montreal (Kmgbf), l’agenda globale dell’Onu che definisce 23 target per fermare e invertire la perdita di natura entro il 2030.
In vista di questo appuntamento 38 organizzazioni della società civile che hanno aderito all’appello lanciato dal WWF Italia che chiede un accordo sui finanziamenti per la biodiversità. A firmare l’appello ci sono, solo per fare qualche nome, Amnesty International Italia, ActionAid Italia, Asvis, Associazione medici per l’ambiente, Égalité, Greenpeace Italia, Legambiente e altre sigle della società civile.
“Le sessioni della COP16 sulla biodiversità, che si terranno a Roma dal 25 al 27 febbraio, giungono in un momento decisivo per l’azione globale a tutela della natura – esordisce l’appello per la Cop16 di Roma – La finestra temporale per fermare e invertire il declino della biodiversità, generando al contempo uno sviluppo più equo che rispetti i limiti planetari e riduca drasticamente le diseguaglianze economiche, sociali ed ecologiche tra Nord e Sud del mondo, si sta rapidamente chiudendo”.
È un problema di finanziamenti destinati alla tutela e al ripristino della biodiversità. A oggi ne mancano tanti.
“Si stima che, a livello globale, siano necessari tra i 722 e i 967 miliardi di dollari l’anno per gestire in modo sostenibile la biodiversità e mantenere l’integrità degli ecosistemi – prosegue l’appello – Attualmente, solo 135 miliardi di dollari l’anno vengono spesi per la conservazione della natura, lasciando un enorme deficit di finanziamento. Al tempo stesso i sussidi pubblici diretti a sostegno dei settori che generano il declino della biodiversità variano da 1,4 trilioni di dollari a 3,3 trilioni di dollari ogni anno”.
Fermare il declino della biodiversità, i finanziamenti
Il declino della biodiversità provoca rischi per le persone e per l’economia. Oltre il 50 per cento del Pil globale, ricorda una nota, è direttamente collegato ad attività dipendenti dalla biodiversità, la cui perdita ha pesantissime ripercussioni sulla possibilità di tutti gli abitanti del Pianeta di accedere ad aria pulita, acqua pulita, suolo pulito e cibo sano. Il venir meno dei “servizi ecosistemici” forniti dalla natura costituisce un pericolo esistenziale per grandi e piccoli operatori economici, per gli agricoltori e per le comunità locali. Questa prospettiva è particolarmente evidente nei paesi in via di sviluppo, dove la perdita di biodiversità moltiplica squilibri economici e sociali, povertà e crisi sanitarie.
Alla Cop16.2 di Roma sarà dunque “cruciale raggiungere un accordo sui finanziamenti per la biodiversità e rilanciare il dialogo tra paesi del nord e del sud del mondo”.
Le divergenze che erano emerse all’incontro di Cali, con negoziati sospesi, rimangono e mettono a rischio tutto il processo.
Dall’esigenza di tutelare la biodiversità 39 organizzazioni e reti di organizzazioni della società civile hanno dunque aderito all’appello del WWF Italia per chiedere al governo italiano di adoperarsi per facilitare un accordo sulla mobilitazione delle risorse finanziarie e garantire un maggiore impegno finanziario dell’Italia per la biodiversità nei fondi multilaterali dedicati.
Spiega Dante Caserta, responsabile Affari Legali e Istituzionali del WWF Italia: «Il Quadro globale per la biodiversità di Kunming Montreal è molto di più di una dichiarazione di intenti. È un piano per creare un futuro più equo e sostenibile in cui sviluppo umano e tutela della natura vadano di pari passo. Senza le risorse finanziarie adeguate rischiamo di non raggiungere questo importante obiettivo per l’umanità. Alla Cop16 di Roma le parti dovranno dimostrare maggiore flessibilità e capacità di dialogo per tracciare un percorso comune di trasformazione globale e giustizia ambientale dotato di risorse adeguate ad accompagnare paesi, comunità e persone in questo processo fondamentale per il futuro di tutti. Per raggiungere questi obiettivi è urgente mobilitare almeno 200 miliardi di dollari all’anno per la biodiversità entro il 2030, di cui almeno 20 miliardi di dollari all’anno entro il 2025 e almeno 30 miliardi di dollari entro il 2030 a favore dei paesi in via di sviluppo, garantendo che le popolazioni indigene e le comunità locali abbiano accesso diretto ai finanziamenti. Per aumentare i fondi bisogna raggiungere l’obiettivo di ridurre i sussidi dannosi per la biodiversità di almeno 500 miliardi di dollari l’anno. Siamo già nel 2025: questi impegni devono essere mantenuti».

