Istat, crescono gli acquisti online. Assoutenti: rischio sovraindebitamento con il sistema “Buy now pay later”

Istat, crescono gli acquisti online. Assoutenti: rischio sovraindebitamento con il sistema “Buy now pay later” (foto Pixabay)

Crescono gli acquisti online. Secondo i dati diffusi oggi dall’Istat (indagine “Aspetti della Vita Quotidiana”), infatti, tra il 2023 e il 2024 la quota di persone che hanno effettuato acquisti sul web è aumentata di 2,2 punti percentuali. In particolare, nel 2024 il 46,8% delle persone oltre i 14 anni ha acquistato sul web beni o servizi per uso privato.

Nei tre mesi che precedono l’intervista, i beni più acquistati tramite e-commerce sono i capi di abbigliamento (23,2%) e gli articoli per la casa (13,7). Rispetto al 2023 si consolida, inoltre, l’uso dei siti web o delle app per reperire informazioni dalla Pubblica Amministrazione. Mentre continuano a diminuire gli utenti che usano siti web o app della PA per stampare o scaricare moduli ufficiali (-9,6 punti percentuali) e per prendere appuntamenti (-8 p.p).

Acquisti online, i rischi per i consumatori

Secondo Assoutenti, che ha commentato i dati diffusi dall’Istat, “lo shopping online, anche a causa delle nuove modalità di pagamento presenti oggi sul mercato, rappresenta un pericolo per i consumatori e alimenta il rischio di sovraindebitamento, specie per la fascia più giovane di acquirenti”.

“L’e-commerce, se da un lato offre nuove opportunità a cittadini e imprese, dall’altro rappresenta un rischio per i consumatori – spiega il presidente Gabriele Melluso –. In particolare si assiste ad una fortissima crescita dello strumento del “Buy now pay later, dove gli utenti acquistano oggi beni o servizi dilazionando i pagamenti nel tempo. Tale sistema presenta rischi enormi, di cui i cittadini sono del tutto inconsapevoli: si tratta a tutti gli effetti di una forma di credito, dove la dilazione è concessa al consumatore direttamente dal venditore, senza interessi o oneri, e il credito del venditore viene ceduto a una banca o a un intermediario finanziario. In caso di ritardo dei pagamenti vengono applicate al consumatore penali anche elevate”.

Ma, secondo Melluso, “il rischio è soprattutto quello sul fronte del sovraindebitamento: tali sistemi di pagamento spingono gli utenti ad acquisti online compulsivi o eccessivi, in assenza della reale percezione del debito che si accumula accettando simili modalità di pagamento dilazionate. Proprio per questo a novembre 2025 gli Stati Ue dovranno adottare una nuova direttiva sul credito ai consumatori, che entrerà in vigore entro 12 mesi, grazie alla quale il “Buy now pay later” sarà equiparato a un’attività creditizia a tutti gli effetti, con obbligo di verifica della fattibilità circa la richiesta di rateizzazione e rilascio ai consumatori di un’informativa precontrattuale con tutte le informazioni necessarie. Le grandi piattaforme di e-commerce, inoltre, non potranno più offrire soluzioni di pagamento con rateizzazioni che superino i 50 giorni”.

Solo 6 famiglie di anziani su 10 hanno l’accesso a internet da casa

L’indagine Istat analizza anche la disponibilità di accesso a internet da casa.

In particolare, emerge che nel 2024 il tasso di diffusione di Internet è pari all’86,2% (+2,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente); valore che sale al 93,4% tra le famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni, in linea con la media Ue27 (94,1%).

Mentre nelle famiglie composte esclusivamente da anziani (convenzionalmente individui di 65 anni e più) si osserva una minore diffusione di Internet: solo sei su 10 (60,6%) dispongono di un accesso a Internet da casa. Al contrario, l’accesso risulta quasi universale nelle famiglie con almeno un minore (99,1%) e raggiunge il 94,5% nelle famiglie senza minori ma con membri non esclusivamente anziani.

L’analisi territoriale evidenzia un persistente svantaggio del Mezzogiorno per l’accesso a Internet, con 4,8 punti percentuali in meno rispetto al Centro-nord. Le regioni con la maggiore percentuale di famiglie connesse sono il Veneto e il Friuli Venezia Giulia (89,3% per entrambi) e il Trentino-Alto Adige (89,1%), mentre quelle con le percentuali più basse sono la Sicilia (82,3%), il Molise (80,8%) e la Basilicata (79,7%).

Quanto all’utilizzo della Rete, secondo l’indagine Istat, questo è prevalentemente orientato verso i servizi di comunicazione. Nel 2024, nei tre mesi precedenti l’intervista, il 73,4% degli internauti di sei anni e più ha usato servizi di messaggeria istantanea, il 66% ha effettuato chiamate sul web e il 62% ha utilizzato la posta elettronica. Diffuso anche l’utilizzo della Rete per guardare video da servizi di condivisione come, ad esempio, YouTubeInstagramTik Tok (57,4%).

 

L’ascolto della musica in streaming o attraverso web radio si attesta al 49,4%, quasi la metà degli utenti ha cercato in rete informazioni su merci o servizi (48,2%), mentre il 46% ha cercato informazioni sulla salute. Poco più dei due quinti ha utilizzato Internet per accedere a servizi bancari (44,3%).

 

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