Il Tar del Lazio boccia l'obbligo del check-in in presenza nelle strutture ricettive

Il Tar del Lazio boccia l'obbligo del check-in in presenza nelle strutture ricettive (foto Pixabay)

Il Tar del Lazio boccia l’obbligo del check-in in presenza nelle strutture ricettive, introdotto da una circolare del Ministero dell’Interno del 18 novembre 2024, accogliendo il ricorso della Federazione Associazioni Ricettività Extralberghiera.

In particolare – come ricordato recentemente da Federconsumatori – la circolare stabiliva “l’obbligo per i gestori di strutture ricettive di ogni genere e tipologia di verificare l’identità degli ospiti tramite verifica de visu della corrispondenza tra persone alloggiate e documenti forniti, e di comunicare i dati alla Questura territorialmente competente, tramite il portale Alloggiati Web della Polizia di Stato”.

Sono tante le strutture che hanno scelto di ricorrere al self check-in. Secondo l’ultima ricerca di Federconsumatori e Isscon, su 7.500 appartamenti e camere in affitto breve, in otto grandi città italiane, il 41,5% ha il self check-in come unica modalità di accoglienza. In questi casi il cliente non ha contatti diretti con l’affittuario: il check-in avviene generalmente fornendo al cliente un codice da digitare in una tastiera posta all’ingresso del condominio e, nelle città dove è ancora consentito, mediante la Key-box.

Check-in in presenza, la decisione del Tar del Lazio

Dunque, secondo la sentenza dei giudici – riporta l’Ansa “l’identificazione de visu non risulta di per sé in grado di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica cui mira esplicitamente la circolare del Viminale“.

Inoltre il documento non contiene giustificazioni adeguate rispetto all’obbligo imposto, poiché genericamente viene fatto riferimento ad una intensificazione delle cosiddette locazioni brevi su tutto il territorio nazionale, in ragione anche del Giubileo e per una difficile evoluzione della situazione internazionale, ma tali affermazioni non sono supportate da alcun dato, necessario proprio a dimostrare la proporzionalità della misura adottata”.

“La decisione del Tar del Lazio è una vittoria della legalità e del buon senso: nel 2025 è folle pensare di vietare strumenti tecnologici che permettono il self check in appartamenti destinati alle locazioni brevi. Ora non solo il Ministero dell’Interno ma anche i Comuni che hanno seguito quella strada saranno costretti ad una retromarcia”, così Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e Ceo di ApartmentsFlorence.

“Da mesi – dice Fagnoni – denunciamo la pervicace e assurda linea punitiva contro il settore degli affitti brevi. Pervicace perché non è la prima volta che atti del genere vengono stoppati in tribunale, assurda perché va a penalizzare un settore che ogni giorno garantisce non solo posti di lavoro ma la tenuta di un sistema ricettivo altrimenti in difficoltà davanti a flussi turistici in crescita”.

Fagnoni lancia poi un appello al Comune di Firenze, dove il nuovo regolamento sulle locazioni turistiche entrerà in vigore sabato 31 maggio, introducendo, tra le altre cose, il divieto di self check-in: “Palazzo Vecchio si distingue ahinoi da diversi anni in questa guerra ideologica contro gli affitti turistici. Il regolamento che prevede il divieto di self check in è stata solo l’ultima mossa, che non migliora la sicurezza né la qualità dell’ospitalità, ma danneggia sia i turisti sia chi lavora in modo professionale. È impensabile che nel 2025 si voglia obbligare un imprenditore a consegnare di persona le chiavi alle 11 di sera o alle 6 di mattina, come se fossimo ancora a trent’anni fa”.

Ci auguriamo che la sentenza del Tar serva da monito: le norme – conclude Fagnoni – devono essere scritte con competenza, ascoltando tutti e valutando gli impatti concreti sulle persone e le imprese”.

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