Acque di balneazione, in Europa oltre l'85% è “eccellente” (Foto Pixabay)

Acque di balneazione promosse in Europa, ma con una doverosa precisazione: la valutazione di eccellenza riguarda una qualità ottima, dall’Atlantico al Mediterraneo, in base alla presenza dei parametri Escherichia coli ed enterococchi intestinali richiesti dalla direttiva sulle acque reflue. Per quanto riguarda invece altri inquinanti, c’è ancora strada da fare.

“Sebbene la maggior parte delle acque di balneazione europee sia in condizioni eccellenti dal punto di vista batteriologico, l’inquinamento chimico delle acque superficiali e sotterranee rimane significativo e può essere aggravato dai cambiamenti climatici. Migliorare la resilienza idrica per le persone e per l’ambiente è quindi fondamentale”, afferma la Commissione europea.

Le acque di balneazione europee nel 2024

Il dato viene dal report sulla Qualità delle acque di balneazione europee nel 2024 pubblicato dall’Agenzia europea dell’ambiente (EEA).

Nel 2024, spiega l’EEA, “oltre l’85% delle acque di balneazione dell’UE in quasi 22.000 località è stato classificato come eccellente, mentre il 96% di esse soddisfaceva almeno la qualità minima richiesta dalla Direttiva sulle acque di balneazione, la stessa percentuale dell’anno precedente. Tuttavia, l’1,5% delle acque di balneazione dell’UE era di qualità scadente, a indicare che le misure di gestione non erano sempre adeguate o non venivano affatto attuate”.

In Italia la qualità delle acque di balneazione è considerata eccellente nel 90,3% dei casi.

 

EEA State of bathing waters

 

I batteri monitorati nelle acque di balneazione

Esiste però ancora un significativo inquinamento delle acque superficiali e sotterranee che non è incluso nella valutazione prevista dalla Direttiva sulle Acque Reflue e che potrebbe essere aggravato dalla crisi climatica.

La Direttiva sulle Balneazioni (BWD) si concentra infatti sul monitoraggio di Escherichia coli e enterococchi intestinali, importanti indicatori di contaminazione fecale, che rappresenta un rischio per la salute umana a causa della potenziale presenza di agenti patogeni. Inoltre, le fioriture di cianobatteri tossici, sebbene non soggette al monitoraggio quantitativo prescritto dalla Direttiva sulle Balneazioni, spesso portano a sconsigliare la balneazione. Rispetto a questi parametri, emerge la classificazione dello stato di eccellenza delle acque di balneazione per l’85,4% nella media Ue. In genere, poi, la qualità delle acque di balneazione costiere è migliore di quella di laghi e fiumi. Nel 2024, spiega ancora l’EEA, circa l’89% delle acque di balneazione costiere nell’UE è stato classificato come eccellente, rispetto al 78% delle acque di balneazione interne.

Negli ultimi decenni la qualità delle acque di balneazione in Europa è dunque migliorata per la riduzione degli inquinanti organici e dei patogeni che prima venivano rilasciati nelle acque reflue urbane non trattate o parzialmente trattate. Il monitoraggio batteriologico e gli investimenti negli impianti di trattamento delle acque reflue urbane hanno portato alla riduzione degli agenti patogeni precedentemente rilasciati. Grazie a questi continui sforzi, la balneazione “è ora possibile anche in molte aree urbane”.

L’EEA in collaborazione con la Commissione ha rilasciato, oltre alla valutazione delle acque, anche una mappa interattiva che evidenzia dove si trovano i siti di balneazione ben gestiti in Europa. La valutazione esamina l’idoneità dell’acqua alla balneazione, concentrandosi sul monitoraggio dei batteri che possono causare malattie potenzialmente gravi. Se ingerita, infatti, l’acqua inquinata minaccia la salute: può causare disturbi gastrointestinali e diarrea, infezioni alle orecchie, agli occhi e alle vie respiratorie superiori e anche malattie infettive più gravi.

Questo tipo di monitoraggio si svolge col prelievo, prima e durante la stagione balneare, di campioni di acqua che vengono analizzati da autorità nazionali e locali per individuare i due tipi di batteri (Escherichia coli ed enterococchi intestinali) indicativi di inquinamento da acque reflue e letame (contaminazione fecale). In base ai livelli di batteri rilevati, la qualità delle acque di balneazione viene quindi classificata come “eccellente”, “buona”, “sufficiente” o “scarsa”.

Tuttavia, spiega l’EEA, “la classificazione ai sensi della Direttiva sulle acque di balneazione (BWD) si basa esclusivamente sui valori di concentrazione di E. coli ed enterococchi intestinali, in linea con l’obiettivo di proteggere la salute umana durante la balneazione. L’ambito di questa classificazione è quindi molto più limitato rispetto a quello della Direttiva Quadro Acque, il cui obiettivo è verificare lo stato chimico ed ecologico dei corpi idrici superficiali nell’UE”.

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