Ddl caccia, associazioni: “Modifiche minime e del tutto insufficienti” (Foto Pixabay)
Ddl caccia, associazioni: “Modifiche minime e del tutto insufficienti”
Il ddl caccia è stato depositato in Senato. Rispetto alla bozza circolata ci sono alcune modifiche ma, per le 46 associazioni che hanno chiesto un incontro al ministero, sono “minime e del tutto insufficienti a mitigare la gravità del provvedimento”
Modifiche “minime e insufficienti” sul ddl caccia depositato al Senato. Così una rete di 46 associazioni del mondo ambientalista, animalista, scientifico e del comparto economico sostenibile boccia il ddl sulla caccia presentato in Parlamento, che “ricalca quasi integralmente” la bozza che le stesse associazioni avevano fatto circolare.
Nell’ultimo Consiglio dei Ministri, il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida ha svolto un’informativa sul disegno di legge recante “Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157 – Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, d’iniziativa dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che sostengono il Governo, depositato al Senato della Repubblica. Invece di un ddl governativo c’è dunque un disegno di legge parlamentare, spiega il Fatto Quotidiano, che ripercorre i punti del provvedimento e illustra i passi indietro del provvedimento: “niente fucili lungo le spiagge italiane, le specie di uccelli che possono diventare richiami vivi restano sette (e non 47), viene eliminata la caccia dopo il tramonto e la possibilità di sparare di notte e nei periodi di nidificazione durante le gare di caccia coi cani e il loro addestramento” (Fonte: il Fatto Quotidiano).
Associazioni: ddl caccia provvedimento impopolare
C’è dunque una retromarcia su alcuni punti ma con un impianto di base che rimane simile. E per questo continua la protesta delle associazioni ambientaliste e animaliste che avevano fatto circolare le prime bozze della riforma.
Si tratta di 46 sigle che chiedono formalmente di essere ascoltate da tutti i gruppi parlamentari e lanciano l’allarme sul ddl caccia.
“Il testo del DDL presentato in parlamento ricalca quasi integralmente la bozza ministeriale già resa pubblica dalle associazioni. Le modifiche apportate – spiega il WWF – sono minime e del tutto insufficienti a mitigare la gravità del provvedimento. Un esempio emblematico è il caso della caccia in spiaggia: viene mantenuta la possibilità di cacciare nelle aree demaniali, escludendo esplicitamente solo il demanio marittimo. Questo significa che, senza la mobilitazione delle associazioni, si sarebbe arrivati persino a permettere i fucili in riva al mare”.
Le associazioni spiegano che nel testo c’è l’allungamento della stagione venatoria anche in piena migrazione, il rilancio della cattura degli uccelli per richiamo vivo, la caccia nelle aree demaniali, lo svilimento della scienza e l’aumento dei rischi per le persone. Il ddl è insomma “un brutale attacco alla natura, in violazione della direttiva Uccelli e della Costituzione italiana”.
“Questa retromarcia – affermano le associazioni – è la conferma di una strategia politica che cerca di nascondere la natura profondamente impopolare del provvedimento: si tratta infatti di un’azione grave nei contenuti, espressione di una visione superata, regressiva e minoritaria della natura e degli animali, concepita a uso e consumo esclusivo del mondo venatorio”.
Le associazioni avevano formalmente chiesto al Ministro un incontro per confrontarsi su questi temi ma “non hanno mai ricevuto risposta”, spiegano, sottolineando inoltre che il ddl caccia è un arretramento perché “impone una visione distorta della caccia, indicandola come strumento di tutela della biodiversità”.
“Questo disegno di legge – concludono le associazioni – non è solo grave ed inaccettabile nei contenuti, ma è anche incompatibile con la volontà della maggioranza degli italiani, che vogliono più tutela per l’ambiente, più sicurezza, a partire da chi può accedere alle loro proprietà, più benessere animale, più rispetto per i beni comuni”.

