Telemarketing

telemarketing garante per la privacy (foto Pixabay)

Nel 2024, il Garante per la Privacy ha ricevuto ben 94.948 segnalazioni, e il 95,3% di queste (90.504 casi) riguardava comunicazioni indesiderate via rete o telefono. Un dato che conferma la dilagante diffusione del telemarketing aggressivo.

«Un fenomeno ormai fuori controllo», lo definisce Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Per questo l’UNC invoca un intervento legislativo deciso: obbligo per i call center di usare numeri riconoscibili (come lo 0844), considerare “pratica commerciale aggressiva” anche una sola chiamata a chi è iscritto al Registro delle Opposizioni e annullamento del valore legale dei contratti telefonici per luce e gas.

Il nodo energia: rischi economici concreti

Il telemarketing nel settore energetico rappresenta una delle forme più insidiose di molestia commerciale. Il numero di chiamate è paragonabile a quello della telefonia, ma con impatti economici ben più gravi per le famiglie. «Durante una telefonata è impossibile avere un’informazione chiara su quanto pagheremo davvero per luce e gas – sottolinea Dona – e questo rende urgente bloccare qualunque forma di contatto a monte, impedendo direttamente ai call center di operare in questo ambito».

Contro il telemarketing, registro delle Opposizioni e scappatoie tecnologiche

Anche il Codacons denuncia l’inefficacia delle misure finora adottate. Nonostante 32 milioni di iscritti al Registro pubblico delle Opposizioni e l’introduzione di codici di condotta e sanzioni, le chiamate non si fermano. La causa principale: operatori che agiscono dall’estero e utilizzano numeri fissi italiani camuffati per ingannare i cittadini. Una novità arriverà il 19 agosto, con il blocco delle chiamate commerciali di questo tipo. Ma il rischio, avverte il Codacons, è che le tecnologie dei call center illegali continuino a evolversi per aggirare ogni filtro.

Data breach: crescono violazioni e criticità

Accanto al fronte telemarketing, il Garante ha dovuto affrontare un’impennata delle violazioni di dati personali: 2.204 i data breach notificati nel 2024, con 498 casi nel settore pubblico e 1.706 nel privato. PMI, Comuni, scuole e aziende sanitarie risultano tra i soggetti più vulnerabili. A fronte di ciò, l’Autorità ha intensificato controlli e sanzioni – in alcuni casi superiori ai sei milioni di euro – e ha adottato un nuovo Codice di condotta, oltre ad accreditare un organismo di monitoraggio per rafforzare la prevenzione.

Verso una tutela più efficace

Il Garante sottolinea come la sola sanzione non basti: occorrono strategie integrate, azioni preventive e strumenti normativi aggiornati. La Relazione annuale 2024 conferma la necessità di un equilibrio sempre più complesso tra innovazione, diritti digitali e trasparenza nei trattamenti dei dati. In un contesto dove le minacce evolvono rapidamente, la protezione dei cittadini passa anche da un dialogo più stretto tra istituzioni, imprese e consumatori.

 

Parliamone ;-)