smartphone

ps://www.pexels.com/it-it/foto/2-ragazzi-e-ragazza-che-tengono-smartphone-blu-5212659/ (Foto Max Fischer per Pexels)

Secondo una ricerca condotta da Sapien Labs su oltre 100.000 giovani in tutto il mondo, ricevere uno smartphone prima dei 13 anni può compromettere seriamente il benessere mentale in età adulta.

I dati, pubblicati sul Journal of Human Development and Capabilities, mostrano che chi ha avuto il primo smartphone a 12 anni o meno riporta più frequentemente sintomi come pensieri suicidi, difficoltà di regolazione emotiva, aggressività, distacco dalla realtà e bassa autostima.

Oltre ansia e depressione

I sintomi rilevati nei giovani adulti non si limitano ai segnali classici di depressione e ansia, ma includono manifestazioni meno tradizionali che spesso sfuggono agli screening clinici standard. Le problematiche emerse sembrano legate soprattutto all’uso precoce dei social media, all’esposizione al cyberbullismo e a disturbi del sonno.

Effetti proporzionali all’età di primo utilizzo

L’impatto negativo cresce tanto più bassa è l’età di primo possesso. Gli individui che hanno avuto il primo smartphone a 13 anni riportano un punteggio medio di salute mentale di 30, ma chi lo ha ricevuto a 5 anni scende a un punteggio di 1. Le percentuali di persone in seria difficoltà crescono del 9,5% tra le donne e del 7% tra gli uomini.

Cosa pesa di più: social, famiglia, sonno

Lo studio evidenzia che circa il 40% degli effetti negativi è attribuibile all’accesso precoce ai social media. Seguono le difficoltà relazionali in famiglia (13%), il cyberbullismo (10%) e i disturbi del sonno (12%). Il possesso precoce è inoltre associato a una peggiore immagine di sé, minore empatia e minore stabilità emotiva.
Lo smartphone in giovane età non è un semplice strumento tecnologico, ma un elemento che può incidere profondamente sullo sviluppo emotivo e relazionale. Lo studio invita genitori, educatori e istituzioni a riflettere sui tempi e sulle modalità di accesso al digitale da parte dei più giovani.

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