Ambiente

Earth Overshoot Day, da oggi siamo in debito con il Pianeta (Foto di Gerd Altmann da Pixabay) https://pixabay.com/it/illustrations/continenti-riserva-naturale-ambiente-6768751/

Oggi è l’Earth Overshoot Day, il giorno del sovrasfruttamento della Terra. È il giorno in cui l’umanità ha consumato tutte le risorse naturali che il Pianeta è in grado di rigenerare in un anno, la data in cui la domanda di risorse naturali da parte dell’umanità supera la capacità della Terra di rigenerarle.

È calcolata dal Global Footprint Network che così spiega il significato di questo “vivere a credito” che l’umanità accumula nei confronti del Pianeta: “L’Earth Overshoot Day che cade il 24 luglio significa che l’umanità sta attualmente utilizzando la natura a una velocità 1,8 volte superiore a quella di rigenerazione degli ecosistemi terrestri. Questo superamento si verifica perché le persone emettono più CO₂ di quanta la biosfera possa assorbire, consumano più acqua dolce di quanta ne venga reintegrata, abbattono più alberi di quanti ne possano ricrescere, pescano più velocemente di quanto le riserve si ricostituiscano, ecc. Questo sfruttamento eccessivo, superiore a quanto la natura può rinnovare, impoverisce inevitabilmente il capitale naturale della Terra”.

L’Earth Overshoot Day arriva sempre più in anticipo

L’Earth Overshoot Day sta anticipando di anno in anno. Nel 1971 cadeva alla fine di dicembre. Nel 2000 era già a settembre. Oggi siamo arrivati a luglio, ancora in anticipo rispetto allo scorso anno – quando la giornata mondiale era caduta il 1° agosto. È poi una data che restituisce anche le disuguaglianze nei consumi e nello stile di vita a livello globale. Se ognuno vivesse come uno statunitense, servirebbero 5 pianeti Terra; in Italia si vive consumando l’equivalente di 2,9 pianeti. L’Overshoot Day dell’Italia quest’anno è caduto il 6 maggio.

 

Credit: https://overshoot.footprintnetwork.org/

 

Evitare il default ecologico

Spiega il Dott. Paul Shrivastava, Professore alla Pennsylvania State University e Co-Presidente del Club di Roma: «L’Earth Overshoot Day ci ricorda che l’umanità sta consumando troppo, prendendo in prestito dal futuro. Se non si interviene, questo porterà al default, poiché l’ambiente sarà troppo impoverito per offrire tutto ciò di cui le persone hanno bisogno. Evitare il default finanziario ed ecologico dipende dalla nostra capacità e volontà di ripagare il debito. La buona notizia è che evitare il default ecologico è possibile: ne abbiamo la capacità economica. Ora sviluppiamo la volontà politica, partendo dal comportamento dei singoli consumatori fino alle strategie economiche dei governi».

Attualmente, la popolazione globale consuma l’equivalente di 1,8 pianeti Terra ogni anno, un ritmo che supera dell’80% la capacità rigenerativa degli ecosistemi terrestri, ricorda il WWF. “Questo squilibrio è alla base delle peggiori crisi ambientali della nostra epoca: la perdita di biodiversità, la deforestazione, il degrado del suolo, l’esaurimento delle risorse (crisi idrica, collasso di stock ittici) fino all’accumulo di gas serra. Dunque, ciò sta a rappresentare che è dalle nostre abitudini che derivano le crisi ambientali ed è solo attraverso i nostri comportamenti che potremo sanarle”.

Recuperare il debito, come?

Il WWF ricorda che per recuperare il debito verso il Pianeta servirebbero 22 anni di piena produttività ecologica. È però un calcolo solo teorico perché la capacità rigenerativa della Terra non è tutta intatta: ci sono foreste che sono andate perse, suoli erosi, mari impoveriti. E a questo si aggiungono i danni irreversibili causati dalle specie estinte e dai ghiacciai ormai sciolti.

«Non solo stiamo vivendo ‘a credito’ ogni anno, ma abbiamo anche accumulato un enorme debito nei confronti del sistema Terra. Ripagare questo debito – in termini ecologici – è quasi impossibile se continuiamo a ignorarne le conseguenze – afferma Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità del WWF Italia – Si tratta di una chiamata urgente all’azione per cambiare radicalmente il nostro modello di sviluppo, prima che il danno diventi definitivamente irreparabile».

Cosa fare per ridurre l’impronta ecologica? Bisogna agire su settori strategici quali la transizione energetica, l’economia circolare, l’alimentazione sostenibile, la mobilità green e politiche globali di tutela ambientale.

“Ad esempio, se riducessimo del 50% le emissioni di CO₂, sposteremmo la data di ben 3 mesi (93 giorni)! – spiega il WWF – Se diminuissimo del 50% il consumo globale di carne, guadagneremmo17 giorni. Se fermassimo la deforestazione, recupereremmo 8 giorni. Soluzioni come l’agricoltura rigenerativa, la mobilità sostenibile e l’efficienza energetica non solo riducono l’impronta umana, ma creano valore economico e resilienza sociale. Se riuscissimo a spostare l’Overshoot Day di 5 giorni all’anno, entro il 2050 torneremmo in equilibrio con le risorse del Pianeta”.

«L’economia circolare è l’unica strada possibile per frenare questo consumo eccessivo che sta impoverendo il Pianeta – ha detto Francesco Ferrante, Vicepresidente di Kyoto Club – In Italia, molte imprese stanno già dimostrando che la transizione circolare è non solo necessaria, ma anche possibile. Per questo, non possiamo permetterci di tornare indietro: le politiche del Green Deal vanno rafforzate, non ostacolate. E invece, oggi, assistiamo a troppi attacchi – in Italia e in Europa – da parte di forze politiche che mettono a rischio il futuro sostenibile che stiamo cercando di costruire».

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