Tariffe rc auto, nel primo trimestre dell’anno a 410 euro (Foto Pixabay)

Prosegue la crescita delle tariffe rc auto. Nel primo trimestre del 2025 il prezzo medio dell’rc auto è di 410 euro, in salita del 4,1% su base annua. L’rc auto diminuisce un po’ rispetto a dicembre 2024 (quando era di 419 euro) e risulta stabile rispetto ai primi mesi del 2025 – l’rc auto era infatti di 408 euro a gennaio e 411 euro a febbraio.

I dati vengono dall’analisi dell’Ivass, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, sull’andamento delle tariffe rc auto nel primo trimestre dell’anno. Le associazioni dei consumatori sottolineano il perdurare della crescita e l’esigenza di intervenire con modifiche e riforme, dal Preventivass alla stessa governance del settore. “Ribadiamo la necessità di un intervento urgente e strutturale da parte del Governo per affrontare le distorsioni del mercato assicurativo e tutelare i consumatori”, commenta l’Adoc.

Rc auto, l’andamento

Su base annua, spiega l’Ivass, il premio medio dell’rc auto è aumentato del 4,1% in termini nominali mentre in termini reali, tenendo conto dell’inflazione, l’aumento è del 2,2%. Nel quarto trimestre del 2024 la crescita era più marcata: +6,6%

Il premio medio nell’ultimo periodo è più alto rispetto al periodo pre-pandemico (406 euro nel 2019) e più basso del -17,3% rispetto al primo trimestre del 2014.

Nelle province più costose, pari al 25% del totale, si superano i 416 euro. Rimane inoltre il divario territoriale: a Napoli si pagano in media 262 euro in più rispetto ad Aosta.

Fra le imprese assicurative, le variazioni nominali annue dei premi rc auto sono molto diversificate: si va da un calo del 17% fino a un aumento del 14,4% e questo, spiega Ivass, “riflette strategie commerciali differenziate, anche in base alle caratteristiche della clientela (anagrafiche, geografiche, tipologia veicolo, etc.)”. L’rc auto media per i motocicli è di 311 euro e per i ciclomotori di 205 euro.

Rc auto, record dal 2017

Per l’Unione Nazionale Consumatori il dato sull’rc auto è “pessimo”. Per il presidente Massimiliano Dona «quello che conta, infatti, non è il confronto con dicembre 2024, non omogeneo, ma quello con i primi trimestri degli anni passati. E in questo caso, purtroppo, non solo il premio rc auto è rincarato del 4,1% rispetto al 1° trimestre del 2024, quando era fermo a 394,3 euro, ma il livello raggiunto è un record che non si registrava dal 1° trimestre del 2017, quando era 411,8 euro, ben 8 anni fa».

Dal 2023 c’è stata inoltre un’impennata non collegata, spiega l’associazione, al costo dei sinistri o dell’incidentalità.

«Urge un intervento del ministro Urso – afferma Dona – Da anni, ad esempio, stiamo chiedendo di porre rimedio al peggioramento del Preventivass, il comparatore pubblico che, a differenza del precedente, si limita a confrontare solo i preventivi riferiti alla copertura base obbligatoria, senza possibilità di aggiungere le garanzie accessorie più utilizzate, dall’incendio al furto, dall’assistenza stradale agli eventi atmosferici, ossia quelle che interessano gran parte della clientela. Senza una vera possibilità di confrontare i prezzi delle polizze in modo completo e serio, non vi può essere vera concorrenza».

Rc auto, le differenze fra province

Ci sono sempre forti differenze provinciali nelle tariffe rc auto. La provincia più cara è quella di Napoli, con una media di 592,5 euro a polizza; ci sono poi Prato con 586,8 euro e Caserta con una media di 528,5 euro, mentre la città meno cara è Enna con un premio medio di 297 euro, seguita da Potenza (305 euro) e Oristano (310 euro).

“Tra la provincia più cara e quella più economica la forbice raggiunge quindi quota 295 euro a polizza”, rimarca Assoutenti.

A parte Reggio Calabria, ci sono aumenti nei prezzi rc auto in tutte le città: il rincaro più forte è a Caltanissetta con un aumento su base annua del +6,9%, seguita da Viterbo (+6,6%) e Roma (+6,4%). Per il presidente Assoutenti Gabriele Melluso serve «una riforma dell’autorità della vigilanza e una governance composta da personalità indipendenti dal mondo assicurativo».

“Come denunciamo da tempo, anche ai tavoli della Commissione Allerta Rapida, i costi dell’RC sono insostenibili per gli automobilisti e continuano a persistere marcate disuguaglianze territoriali”, spiega Adoc nazionale. Il divario territoriale penalizza gli automobilisti. E “a complicare il quadro – prosegue l’associazione – i recenti dati ANIA rivelano un preoccupante aumento nel 2024 dei veicoli sprovvisti di assicurazione obbligatoria in Italia, stimati a circa 2,9 milioni, pari al 6,1% del parco circolante nazionale”.

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