antibiotici

(Foto di MasterTux da Pixabay)

Non tutti i medici di famiglia hanno ricevuto all’inizio di ottobre i vaccini antinfluenzali. E dunque la campagna antinfluenzale di quest’anno finirà per partire a livello generale dal 14 ottobre. Nei giorni scorsi la Federazione italiana dei medici di medicina generale è intervenuta sui tempi di avvio della campagna vaccinale 2025-2026 contro l’influenza.

Non saranno uguali in tutte le regioni anche perché, oltre all’autonomia organizzativa, bisogna considerare la disponibilità effettiva di vaccini presso i medici di famiglia.

«Non tutti i medici di famiglia delle diverse regioni potranno avviare la campagna vaccinale che dunque, nella pratica, partirà complessivamente dal 14 ottobre», sottolineano dalla Fimmg.

Regioni e vaccinazioni

La campagna di vaccinazione antinfluenzale 2025/2026 inizia ufficialmente dal 1° ottobre 2025. Le regioni hanno però autonomia organizzativa. In Lombardia ad esempio la vaccinazione inizia dal 1° ottobre per tutte le categorie a rischio e si estende al resto della popolazione dal 13 ottobre.

Nel Lazio la campagna è partita il 1° ottobre, mentre dal 20 novembre è prevista la vaccinazione aperta ai cittadini che la richiedano. Nella Regione Piemonte la campagna partirà il 14 ottobre.

All’inizio di ottobre sono arrivate le parole della Fimmg sulla disponibilità di vaccini.

Ha detto all’Adnkronos Salute Tommasa Maio, responsabile nazionale Area vaccinale della Federazione italiana dei medici di medicina generale: «In questo momento non tutti i medici di famiglia in Italia hanno già ricevuto le dosi di vaccino antinfluenzale». Gran parte delle consegne arriverà presumibilmente nella settimana in corso e quindi «in almeno metà delle regioni prima di metà ottobre non sarà possibile somministrare il vaccino ai pazienti».

Bisogna poi tenere conto dei provvedimenti regionali. «In Piemonte – riferisce Maio – la Regione ha stabilito che si inizia a vaccinare dal 14 ottobre. E se per caso io avessi già le dosi e cominciassi a vaccinare non potrei inserire la prestazione in piattaforma e non sarebbe presa in considerazione».

La programmazione della campagna

«Per i medici di famiglia la programmazione della campagna comincia almeno un mese prima perché devono predisporre gli elenchi dei soggetti da vaccinare e individuare la tipologia di vaccino che ognuno di loro necessita – evidenzia ancora Maio – Tutto quello che è possibile programmare il medico di famiglia lo deve aver già fatto, perché deve richiedere i vaccini per tipologia e numero. L’ultimo atto è la chiamata attiva, la prenotazione dell’appuntamento. E quello, fino al momento in cui noi non abbiamo sicuramente disponibile il vaccino, non possiamo farlo».

I vaccini di quest’anno

Quest’anno, inoltre, per decisione dell’Organizzazione mondiale della sanità si è passati da un’offerta del vaccino quadrivalente a un’offerta trivalente. In linea con le quattro precedenti raccomandazioni dell’OMS a partire da settembre 2023, il comitato consultivo dell’OMS per la composizione del vaccino antinfluenzale è rimasto del parere che l’inclusione di un antigene del lignaggio B/Yamagata non sia più giustificata.

«È molto importante informare i pazienti di questa novità – ha detto il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti – Serve far capire a chi lo scorso anno ha fatto il quadrivalente che uno dei ceppi che era incluso nella vaccinazione precedente (il B/Yamagata) non sta più circolando. Questa è la dimostrazione che i vaccini sono i maggiori nemici di se stessi, ovvero se un vaccino riesce a coprire bene un’infezione questa scompare. Non c’è più bisogno, dunque, di vaccinare con 4 antigeni, ma ne bastano 3».

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