Ecolabel EU, i prodotti col marchio ecologico sono più economici (Immagine environment.ec.europa.eu/topics/circular-economy/eu-ecolabel_en)
Ecolabel EU, i prodotti col marchio ecologico sono più economici (ma più difficili da trovare)
Un rapporto di Beuc ed EEB mette in evidenza che, negli Stati europei, i prodotti col marchio ecologico Ecolabel EU sono in media più economici. Non sono però disponibili in tutti i paesi allo stesso modo
I prodotti col marchio Ecolabel EU sono in media più economici ma anche più difficili da trovare. Non tutti in Europa hanno la stessa possibilità di trovare sugli scaffali dei supermercati prodotti che riportano il marchio ecologico europeo (o etichette equivalenti), che garantisce un minore impatto ambientale.
Eppure sono prodotti che permettono anche di risparmiare: a parte qualche Stato che fa eccezione, sono in genere meno cari di quelli convenzionali. È la conclusione cui è giunto un rapporto pubblicato oggi dall’Organizzazione europea dei consumatori (BEUC) e dall’European Environmental Bureau (EEB).
Il marchio di sostenibilità europeo
L’Ecolabel EU è il marchio di sostenibilità volontario della Ue per prodotti e servizi non alimentari, gestito dalla Commissione e dagli Stati e istituiti nel 1992. Stabilisce rigorosi requisiti ambientali e sanitari per tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto. I consumatori possono trovarlo su un’ampia gamma di beni e servizi, dai detergenti e vernici ai prodotti di carta, ai tessuti, ai cosmetici e persino agli hotel e ai campeggi.
Convenienza e disponibilità, le differenze fra gli Stati
I ricercatori hanno controllato i supermercati in 13 paesi europei per valutare la disponibilità e il prezzo dei prodotti che riportano l’Ecolabel EU (e tre etichette nazionali e regionali equivalenti: Scandinavian Nordic Swan, German Blue Angel e Austrian Ecolabel).
Il test è stato fatto in Belgio, Cipro, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Slovacchia e Slovenia. E si è concentrata sui seguenti prodotti: carta igienica, lozioni per il corpo, pannolini e detergenti multiuso.
I risultati, spiegano dall’EEB, hanno rivelato “differenze sorprendenti” su disponibilità e convenienza dei prodotti con Ecolabel EU.
Nella maggior parte dei paesi, i prodotti col marchio ecologico sono in media fra il 9% e il 27% più economici rispetto agli omologhi non ecolabel. In Francia la differenza è quasi nulla. Solo in Slovenia e in Slovacchia i consumatori pagano di più la scelta ecologica. Quando i prezzi sono competitivi, spesso è così perché il supermercato ha certificato il proprio prodotto a marchio con un marchio ecologico e lo offre a un prezzo basso.
Ci sono differenze anche sulla disponibilità. L’accesso ai prodotti con Ecolabel EU varia da paese a paese, dall’80% dei prodotti con marchio ecologico in Danimarca, ad appena il 2% a Cipro e in Grecia. Acquistare prodotti sostenibili è molto più facile in Scandinavia che altrove.
«I supermercati svolgono un ruolo fondamentale nel garantire che i prodotti con marchio ecologico siano disponibili, visibili e accessibili ai consumatori – commenta Miriam Thiemann, responsabile delle politiche per il consumo sostenibile presso l’EEB e il BEUC – È ora che i rivenditori si facciano avanti e rendano la scelta sostenibile la scelta più facile in tutta Europa».
I consumatori e i green claims
I consumatori tendono a prediligere acquisti sostenibili ma incontrano numerosi ostacoli. Vogliono ridurre il proprio impatto ambientale ma finiscono per ritrovarsi confusi nel mare di dichiarazioni ecologiche che possono trovare sui prodotti. Secondo un’indagine del 2023, circa la metà degli intervistati (48%) preferisce acquistare prodotti con etichetta ambientale rispetto a prodotti che ne sono privi ma un intervistato su tre (34%) si è imbattuto in casi di greenwashing.
Le false dichiarazioni ambientali confondono i consumatori e riducono la fiducia nei confronti delle dichiarazioni ecologiche e dei green claims. Secondo la Commissione europea, tre prodotti su quattro sul mercato dell’UE riportano un’affermazione ecologica, ma più della metà è fuorviante, infondata o inaccurata. Il 40% dei claims non offre prove a supporto della dichiarazione e la metà dei green claims presenta verifiche deboli o nulle.
L’indagine, conclude l’EEB, giunge mentre i responsabili politici dell’UE discutono sul futuro della Direttiva “Green Claims”, una legge progettata per contrastare il greenwashing stabilendo regole rigorose per le aziende in merito alla documentazione e alla comunicazione delle proprie dichiarazioni ambientali. Ma i negoziati si sono arenati.

