obesità

Due cittadini su tre si dichiarano informati sull’obesità, ma più di uno su tre non ha intrapreso alcun percorso di cura.
È quanto emerge dai dati finali della campagna “Obesità. Non ignorarla, affrontiamola insieme”, promossa da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma, che ha coinvolto 1509 farmacie e oltre 5500 cittadini in tutta Italia.

L’indagine, realizzata attraverso un questionario anonimo di 18 domande, ha voluto misurare la consapevolezza dei cittadini sull’obesità come malattia cronica e sui rischi per la salute.
Il 74,1% dei partecipanti si considera “abbastanza” o “molto informato” sull’argomento; il 66,6% riconosce l’obesità come una vera malattia, mentre il 27,3% la considera solo in parte tale.

Preoccupano, però, i dati sui comportamenti di cura: il 35,7% delle persone in sovrappeso dichiara di non aver mai iniziato un percorso terapeutico, e oltre il 33% lo ha interrotto per mancanza di risultati o difficoltà nella gestione.

Le percezioni: tra stigma e consapevolezza

L’indagine evidenzia come, nonostante i progressi informativi, permangano pregiudizi e discriminazioni.
Il 43,8% degli intervistati ritiene che l’emarginazione sociale influisca negativamente sulla gestione dell’obesità; il 34,5% segnala discriminazioni in contesti come scuola e lavoro, mentre il 23,1% riconosce la diffusione di stereotipi (come l’idea che chi è obeso sia pigro o demotivato).

Circa la metà degli intervistati sottolinea invece l’importanza di comprensione e supporto, riconoscendo che l’obesità non può essere ridotta a un problema di volontà personale.

Sulle cause, il 50% attribuisce la condizione a patologie o alterazioni metaboliche, mentre l’altra metà a fattori psicologici o ereditari. Tuttavia, oltre il 90% lega ancora l’obesità a eccessi alimentari e sedentarietà, segno che permane una visione semplificata del problema.

Il ruolo delle farmacie e le criticità emerse

Le farmacie sono state un punto di riferimento nella raccolta dati, ma anche un osservatorio privilegiato sulle difficoltà di approccio.
Molti farmacisti hanno segnalato spazi non adeguati, mancanza di personale dedicato e ritrosia dei cittadini a partecipare per imbarazzo o inconsapevolezza della propria condizione.

Nonostante ciò, la collaborazione con i farmacisti ha consentito di raccogliere dati preziosi e di stimolare il dialogo sulla prevenzione, in linea con i servizi cognitivi che le farmacie di comunità già offrono per la presa in carico dei pazienti cronici.

Le farmacie hanno collaborato con convinzione – ha dichiarato Marco Cossolo, presidente di Federfarma nazionale – perché l’obesità è una patologia ad alto impatto sanitario e sociale.
Molti pazienti tendono a negare o nascondere la propria condizione, e questo rende ancora più importante un approccio empatico e multidisciplinare”.

Cittadinanzattiva: “Serve un approccio integrato e solidale”

Siamo orgogliosi di questa campagna – ha spiegato Tiziana Nicoletti, responsabile Coordinamento Nazionale Associazioni Malati Cronici e Rari di Cittadinanzattiva – perché abbiamo sensibilizzato migliaia di cittadini su un tema ancora pieno di stigma.
Con la Legge 741/2025, che riconosce finalmente l’obesità come malattia cronica, il nostro impegno ora è garantire equità e accesso alle cure”.

Nicoletti ha ribadito i due pilastri della campagna:

  1. Non ignorare l’obesità come malattia da trattare con percorsi diagnostici e terapeutici adeguati.
  2. Affrontarla insieme, unendo cittadini, professionisti e istituzioni in una rete di prevenzione e supporto.

Le cinque proposte per il futuro

Dall’indagine nasce anche un documento programmatico con cinque linee di intervento per migliorare la presa in carico delle persone con obesità:

  1. Rafforzamento normativo: attuazione dei decreti della Legge 741/2025, inserimento dell’obesità nei LEA e approvazione del nuovo Piano Nazionale della Cronicità.
  2. Organizzazione delle cure: creazione di Centri per l’Obesità, percorsi uniformi e istituzione di un Registro nazionale.
  3. Formazione e sensibilizzazione: corsi obbligatori per operatori sanitari, lotta allo stigma e coinvolgimento civico nell’Osservatorio nazionale.
  4. Prevenzione e politiche sociali: programmi educativi nelle scuole, politiche fiscali mirate e riqualificazione degli spazi urbani per favorire stili di vita attivi.
  5. Sostenibilità e accesso equo: rimborsabilità dei trattamenti farmacologici e accesso uniforme alla chirurgia bariatrica.

Una sfida sanitaria e sociale

La fotografia restituita da Cittadinanzattiva e Federfarma mostra un Paese più consapevole, ma ancora diviso tra conoscenza e azione.
La sfida per i prossimi anni sarà trasformare l’informazione in cura, ridurre lo stigma e garantire diritti e tutele a chi convive con una malattia cronica troppo spesso sottovalutata.

Come conclude Nicoletti: “L’obesità non è un fallimento personale, ma una condizione di salute da affrontare con rispetto, solidarietà e strumenti concreti”.

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