Posate, materiali a contatto con alimenti

Posate, materiali a contatto con alimenti

Alluminio, ferro, rame, bario…sono alcuni degli elementi che posate, pentole, padelle, teglie e altri materiali metallici possono rilasciare nel cibo e quindi essere assunti dai consumatori. Il BfR, l’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi, ha recentemente pubblicato un parere sui rischi derivanti dalle migrazioni di sostanze di questi prodotti a partire dai risultati di uno studio realizzato nel 2022 nell’ambito di un programma di monitoraggio a livello nazionale.
L’istituto tedesco ha concluso che, nel complesso, si tratta di articoli idonei al contatto con gli alimenti. Tuttavia, si dovrebbe e si potrebbe fare di più migliorando i materiali e i processi produttivi. D’altra parte, il pericolo è che l’assunzione accidentale di alcune sostanze possa incidere in modo sostanziale sull’assunzione giornaliera di determinati elementi, soprattutto se si considerano anche altre fonti come gli alimenti.

Limiti nei materiali metallici a contatto con gli alimenti, il contesto

È bene premettere che attualmente non esistono valori limite di legge uniformi a livello europeo per i materiali metallici a contatto con il cibo, ma esiste una guida tecnica del Consiglio d’Europa sui metalli e le leghe e una norma tecnica per gli oggetti smaltati a contatto con gli alimenti. Nell’esaminare lo studio il Bfr ha stimato l’assunzione giornaliera di elementi dalle quantità rilasciate confrontandola con i valori guida basati sulla salute (HBGV) o con i valori di riferimento tossicologici derivati da studi attuali.

Gli HBGV descrivono la quantità di una sostanza che, se ingerita, non dovrebbe presentare rischi per la salute dei consumatori. Per alcuni elementi – si legge in una nota dell’autorità- non è stato possibile ricavare alcun valore HBGV, perché i dati disponibili non erano sufficientemente conclusivi o perché, in base alle conoscenze attuali, non esiste una quantità di assunzione per la sostanza in questione che non rappresenti un rischio per la salute.

I risultati dello studio

Secondo i risultati dello studio citato, su un totale di 194 campioni 24 hanno superato il rispettivo valore limite per il rilascio di un singolo elemento. 14 campioni hanno superato i rispettivi valori limite per il rilascio di più metalli. Il rilascio di alluminio ha superato il valore limite più frequentemente (33 campioni). L’elevato numero complessivo di campioni (80,4%) che dimostrano la conformità a tutti i limiti di rilascio mostra chiaramente che è possibile evitare la migrazione. Per questo si potrebbe fare di più.

La maggior parte degli articoli esaminati ha rilasciato solo quantità molto basse di elementi. Secondo il BfR, questi prodotti sono quindi adatti al contatto con gli alimenti. Tuttavia, per singoli articoli, le linee guida sanitarie derivate sono state superate nelle condizioni d’uso ipotizzate. In questi casi, potrebbe esserci un rischio maggiore per la salute dei consumatori. Fondamentale è anche che i consumatori seguano istruzioni del produttore per l’uso, la pulizia e il trattamento degli articoli prima del primo utilizzo. L’assunzione di sostanze provenienti da materiali metallici a contatto con gli alimenti avviene per via orale tramite il cibo. Durante la preparazione, la conservazione o il consumo di alimenti, piccole quantità di elementi provenienti da oggetti non rivestiti o smaltati come pentole, padelle, teglie, stoviglie o posate possono migrare negli alimenti.

La valutazione Brf

Per quanto riguarda l’esposizione complessiva, tenendo conto di possibili fonti di assunzione aggiuntive (come il cibo), il BfR ritiene che alcuni oggetti impiegati in cucina contribuiscano eccessivamente all’assunzione giornaliera di determinati elementi. L’istituto tedesco si rivolge direttamente ai produttori invitandoli a rivedere le proprie materie prime e i processi di produzione al fine di ridurre ulteriormente il rilascio di sostanze. Solo pochi articoli hanno mostrato rilasci di elementi che potrebbero superare i valori di riferimento HBGV o tossicologici derivati, aumentando così il rischio di danni alla salute. Dal punto di vista tossicologico, questi articoli non sono adatti al contatto con gli alimenti.

 

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