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Amazon perde il ricorso: per l’Ue il suo Store è una “piattaforma molto grande”
Il Tribunale dell’Unione europea conferma la decisione della Commissione: con oltre 45 milioni di utenti, Amazon deve rispettare le regole più rigide del Digital Services Act.
La battaglia legale di Amazon contro Bruxelles si chiude con un nulla di fatto. Il Tribunale dell’Unione europea ha confermato la decisione della Commissione di classificare Amazon Store come “piattaforma online di dimensioni molto grandi”, respingendo punto per punto le accuse del colosso americano.
Amazon aveva contestato la decisione della Commissione europea che classificava Amazon Store come “piattaforma online di dimensioni molto grandi”, una categoria prevista dal Digital Services Act (DSA) per i servizi con più di 45 milioni di utenti nell’Unione. Questa definizione comporta obblighi più severi su trasparenza, pubblicità, gestione dei contenuti e accesso ai dati da parte dei ricercatori.
Amazon sosteneva che queste regole violassero diversi suoi diritti fondamentali: libertà d’impresa, proprietà, uguaglianza davanti alla legge, libertà di espressione e tutela della privacy.
Il Tribunale dell’Ue, però, ha respinto tutte le obiezioni.
Perché Amazon è considerata una piattaforma “molto grande”
Secondo i giudici europei, le piattaforme che superano i 45 milioni di utenti possono avere un impatto enorme sulla società.
Parliamo di rischi come la diffusione di contenuti illegali, la circolazione di prodotti non sicuri o la violazione dei diritti dei consumatori.
Per questo il legislatore europeo ha previsto regole più rigide su:
- sistemi di raccomandazione non basati sulla profilazione
- maggiore trasparenza su pubblicità e annunci
- accesso ai dati da parte dei ricercatori
- obblighi più strutturati per prevenire abusi e rischi sistemici
I giudici sottolineano che questi obblighi possono essere costosi e complessi, ma sono giustificati dall’interesse generale.
Libertà d’impresa, proprietà e uguaglianza: perché la Corte dice no
Amazon sosteneva che il DSA violasse i suoi diritti fondamentali. Il Tribunale ha risposto punto per punto.
Sì, il DSA impone vincoli pesanti. Ma lo fa per motivi legittimi: tutelare gli utenti e ridurre i rischi legati a piattaforme gigantesche. L’ingerenza è considerata proporzionata. Le regole non tolgono ad Amazon la proprietà della piattaforma: si tratta soprattutto di obblighi amministrativi.
Per la Corte è giusto trattare allo stesso modo tutte le piattaforme sopra i 45 milioni di utenti: il rischio sistemico è simile, anche per i marketplace. Amazon contestava anche le norme sul funzionamento degli algoritmi e sulla trasparenza della pubblicità. Il DSA richiede che gli utenti possano vedere raccomandazioni dei prodotti senza profilazione. Questo può influire su come Amazon presenta gli articoli, ma secondo i giudici non limita in modo eccessivo la libertà di espressione commerciale.
Privacy e dati sensibili
Il DSA prevede un registro pubblico delle pubblicità e l’accesso ai dati per i ricercatori.
Secondo il Tribunale, si tratta sì di un’ingerenza nella privacy, ma:
- è prevista dalla legge
- è proporzionata
- è protetta da forti garanzie di sicurezza
- serve a tutelare i consumatori e a prevenire abusi
Con la sentenza, Amazon deve ora rispettare tutti gli obblighi previsti per le grandi piattaforme dal DSA.
In concreto, significa più trasparenza, più controlli e sistemi di raccomandazione più chiari. Per gli utenti europei, si traduce in maggiore tutela e meno opacità.
Amazon: faremo ricorso
Amazon ha annunciato che intende fare ricorso.
In una nota, l’azienda afferma: “Siamo delusi da questa sentenza e intendiamo fare ricorso. Condividiamo l’obiettivo della Commissione Europea di tutelare la sicurezza dei clienti online e ci siamo impegnati a proteggerli da prodotti e contenuti illegali ben prima del Digital Services Act (DSA)”.
“Lo status di piattaforma online di dimensioni molto grandi (VLOP – Very Large Online Platform) del DSA – prosegue lo statement di Amazon – è stato concepito per affrontare i rischi sistemici posti da aziende molto grandi, che ricavano dalla pubblicità la fonte principale di guadagno e che distribuiscono contenuti e informazioni. Il negozio di Amazon, in quanto marketplace online, non pone alcun rischio sistemico di questo tipo; vende esclusivamente beni e non diffonde né amplifica informazioni, punti di vista od opinioni.”

