https://pixabay.com/it/photos/polli-uccelli-pollame-galline-4474176/ (Foto Pixabay)
White striping, il caso arriva in Parlamento: chieste verifiche su allevamenti
Dopo il report di Essere Animali, interrogazioni a Camera e Senato chiedono più trasparenza sulla filiera avicola e l’adozione degli standard europei ECC.
Il fenomeno del white striping – una miopatia del petto di pollo che si manifesta con striature bianche di grasso e tessuto cicatriziale, legata alla crescita eccessivamente rapida degli animali – arriva ufficialmente nelle istituzioni. A seguito del nuovo report di Essere Animali, che documenta una diffusione oltre il 90% nei campioni venduti nei principali supermercati italiani, deputati e senatori hanno presentato due interrogazioni ai ministeri della Salute e dell’Agricoltura. Al centro delle richieste: verifiche sugli allevamenti intensivi, garanzie per i consumatori e una revisione degli standard produttivi.
La richiesta di standard europei più rigorosi
Secondo Essere Animali, aderire anche in Italia allo European Chicken Commitment (ECC) – già adottato da oltre 380 realtà europee – ridurrebbe sensibilmente fenomeni come il white striping. Lo standard prevede razze a crescita più lenta, condizioni di allevamento meno stressanti e maggiore tutela del benessere animale.
“La situazione richiede un intervento deciso”, ha dichiarato la senatrice Bevilacqua firmataria di una delle interrogazioni, elogiando il lavoro delle associazioni che monitorano la filiera. Per lei, è necessario “un cambio di modello produttivo” che garantisca qualità, trasparenza e reali tutele per gli animali.
Anche i deputati PD sottolineano come l’Italia sia in ritardo rispetto ad altri Paesi e ribadiscono che adottare i criteri dell’ECC rappresenterebbe un passo fondamentale per migliorare le condizioni negli allevamenti che riforniscono la grande distribuzione.
Le reazioni: “Preoccupazioni diffuse tra i consumatori”
“Migliaia di persone sono giustamente preoccupate per la qualità della carne che acquistano”, afferma Simone Montuschi, presidente di Essere Animali. L’associazione sottolinea come alcune aziende – tra cui Coop – non abbiano ancora preso impegni sufficienti per migliorare il benessere animale lungo la filiera.
Il white striping, aggiunge, è un indicatore chiaro: deriva dalla selezione genetica spinta dei broiler, i polli a crescita rapida che rappresentano più del 95% della produzione italiana. Animali che crescono troppo velocemente sviluppano problemi alle articolazioni, agli organi interni e producono carne più grassa e meno qualitativamente pregiata.
In Italia vengono macellati oltre 550 milioni di polli all’anno. Una transizione verso razze più lente, come previsto dall’ECC, migliorerebbe non solo la vita degli animali, ma anche la sicurezza e la qualità della carne destinata al consumo.
Il tema è diventato virale: il report di Essere Animali ha raggiunto oltre due milioni di utenti sui media e più di tre milioni e mezzo sui social, sollevando interrogativi sulla reale qualità del “pollo 100% italiano” venduto nei supermercati.
Cresce l’attenzione dei consumatori italiani
Secondo l’Eurobarometro 2025 dell’EFSA, 7 europei su 10 sono interessati alla sicurezza alimentare. Il 65% si dichiara attento alle malattie animali, mentre il 36% teme residui di antibiotici, ormoni o steroidi nella carne.
Gli italiani risultano tra i più attenti ai temi etici e ambientali, ma anche tra i meno informati rispetto alla media UE.
Le preoccupazioni maggiori riguardano la possibilità di contaminazioni alimentari, l’impatto degli allevamenti intensivi e, soprattutto, la crescita della resistenza agli antibiotici. Elementi che rendono la discussione sul white striping non solo un tema di qualità del prodotto, ma anche di salute pubblica.

