Povertà energetica al massimo storico (Foto Pixabay)
Povertà energetica al massimo storico, investe 2 milioni e 400 mila famiglie
Osservatorio OIPE: la povertà energetica raggiunge il massimo storico e investe 2 milioni e 400 mila famiglie in Italia, il 9,1% del totale, l’11,4% delle famiglie con minori
La povertà energetica in Italia investe ormai 2 milioni e 400 mila famiglie. È a livelli di massimo storico, anche se l’aumento è contenuto rispetto all’anno precedente. Il fenomeno riguarda il 9,1% del totale delle famiglie nel 2024, con una concentrazione maggiore nelle periferie e nei piccoli centri, fra le famiglie di stranieri e le famiglie con minori.
I bambini continuano a essere investiti dalle diverse forme di povertà e quella energetica non fa eccezione: colpisce 1 milione e 100 mila bambini in Italia. Le famiglie con bambini in povertà energetica sono oltre una su 10.
Le dimensioni della povertà energetica
Il fenomeno investe la capacità di riscaldare, rinfrescare, illuminare l’abitazione e la gestione efficiente di elettrodomestici che magari, non potendo essere sostituiti, sono anche ad alto consumo di energia. È difficoltà di comprare beni e servizi energetici e vulnerabilità energetica, quando la quota di spesa o reddito per i servizi energetici è molto alta ed erode risorse.
“La povertà energetica è un fenomeno che riguarda strutturalmente oltre 2 milioni di famiglie, in particolare nelle aree periferiche, piccoli centri, e che affligge le famiglie con minori e stranieri – ha detto Luciano Lavecchia, Economista, Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica – Occorre intervenire sul fronte delle politiche di contrasto per renderle più selettive ed efficaci”.
Minori, stranieri, periferie, piccoli centri
L’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE) ha presentato oggi a Milano i nuovi dati sul fenomeno nel corso del seminario “La povertà energetica in Italia”, ospitato da ARERA e promosso da OIPE e Fondazione Banco dell’energia, ente filantropico che ha tra i suoi obiettivi quello di sostenere persone e famiglie vulnerabili attraverso progetti solidali.
La povertà energetica a livello territoriale aumenta fra le famiglie delle Isole (+0,8%) e nel Nord Ovest (+0,7%), si riduce di quasi l’1% nel Sud e rimane invariata nel Centro e nel Nord Est.
Si conferma inoltre una maggior concentrazione nelle periferie e nei piccoli centri. A livello regionale, la percentuale di famiglie in povertà energetica oscilla tra il 5% del Lazio e il 18,1% della Puglia (nel 2023 ultima in classifica era la Calabria). La Sardegna è la regione che registra l’incremento maggiore (+2,8%) seguita dal Piemonte (+2,3%) e dall’Umbria (+1,6%.). Migliorano invece la Basilicata (-3,7%) seguita dalla Campania (-1,8 %) e dalla Calabria (-1,7 %).
I più colpiti sono minori e stranieri. La quota di famiglie in povertà energetica con minori è in aumento rispetto al 2023 (+0,8 punti percentuali) e si attesta all’11,4% del totale, un dato superiore alla media complessiva (9,1%).
L’incidenza della povertà energetica rimane inoltre più concentrata nelle famiglie la cui persona di riferimento è straniera. In particolare, rispetto al 2023, c’è una significativa riduzione del numero di minori coinvolti appartenenti a famiglie straniere (-12,5%) a fronte di una riduzione più contenuta per quelli di famiglie italiane (-1,2%). In generale l’incidenza del fenomeno è maggiore nelle famiglie “straniere”, sia con minori (2,5 volte superiore) sia senza (2,8 volte).
I dati sulla spesa energetica indicano la vulnerabilità delle famiglie in difficoltà. Le famiglie con meno disponibilità economica continuano a destinare una quota molto elevata della propria spesa complessiva ai beni energetici: l’8-9%, contro il 3-4% delle famiglie più benestanti.

