Povertà energetica, investe il 9% delle famiglie. Ipsos: 8 italiani su 10 preoccupati per i costi dell’energia (Foto Pixabay)
Povertà energetica, investe il 9% delle famiglie. Ipsos: 8 italiani su 10 preoccupati per i costi dell’energia
In Italia il 9% delle famiglie risulta in condizione di povertà energetica e la crisi colpisce soprattutto i nuclei con minori. Ipsos: italiani preoccupati per l’aumento dei costi dell’energia. Il punto durante la Plenaria dei firmatari del Manifesto “Insieme per contrastare la povertà energetica” di Banco dell’energia
Il 9% delle famiglie in Italia risulta in povertà energetica. Il fenomeno sta crescendo e cresce soprattutto la povertà energetica “nascosta”, quella riferita a famiglie che spendono meno per l’energia e non spendono per il riscaldamento. È forte l’impatto sulle famiglie con minori. Tutto questo in un contesto in cui otto italiani su dieci sono preoccupati per l’aumento dei costi dell’energia e oltre la metà, il 55%, risulta insoddisfatto della propria situazione economica.
La crisi climatica e l’aumento delle temperature concorrono a misurare la povertà energetica, quel fenomeno che riguarda la “difficoltà di acquistare un paniere minimo di beni e servizi energetici, ovvero alternativamente, in un’accezione di vulnerabilità energetica, quando l’accesso ai servizi energetici implica una distrazione di risorse (in termini di spesa o di reddito) superiore a un valore normale”. La povertà energetica investe la capacità di riscaldare, rinfrescare, illuminare l’abitazione e la gestione efficiente di elettrodomestici che magari, non potendo essere sostituiti, sono anche ad alto consumo di energia.
A fare il punto sulla povertà energetica è stata la Plenaria dei Firmatari del Manifesto “Insieme per contrastare la povertà energetica”, l’iniziativa lanciata nel 2021 dalla Fondazione Banco dell’energia, ente filantropico che ha tra i suoi obiettivi quello di sostenere persone e famiglie vulnerabili e a rischio povertà attraverso la realizzazione di progetti solidali. Dal 2016 a oggi la Fondazione ha raccolto e donato oltre 13 milioni di euro a sostegno di oltre 17 mila beneficiari e nell’ambito di oltre 160 progetti territoriali.
Osservatorio Povertà energetica: riguarda 2,36 milioni di famiglie
Gli ultimi dati dell’Osservatorio Italiano sulla Povertà energetica, relativi al 2023, affermano che 2,36 milioni di famiglie sono in povertà energetica, pari al 9% delle famiglie italiane, un dato sensibilmente in crescita rispetto al rilevamento del 2022.
L’aumento riguarda in particolare Isole e Nord Ovest, piccoli centri e aree suburbane piuttosto che quelle metropolitane, e la regione con il maggiore incremento è la Basilicata (4,4%), anche se il più alto tasso di povertà energetica si conferma in Calabria (19,1%).
Aumenta soprattutto la povertà energetica nascosta, ovvero famiglie con spesa complessiva inferiore alla media, che hanno dichiarato di non aver speso nulla per il riscaldamento, un dato piuttosto preoccupante. In generale nel 2023 la spesa energetica domestica media delle famiglie si è ridotta del 6,4%, soprattutto per il calo della spesa per energia elettrica (-1,9%) e gas (-14,8%). La riduzione delle politiche di sostegno alla spesa energetica ha colpito soprattutto le famiglie con almeno un minore: sono circa 693mila famiglie e 1,15 milioni di minori, fenomeno molto preoccupante perché si tratta del 10,6% delle famiglie con minori. L’incidenza è poi 2,8 volte più alta nelle famiglie straniere (circa 200mila).

“Gli italiani e la povertà energetica”
A fronte di questo quadro, nuovi dati diffusi dall’Ipsos con la ricerca “Gli italiani e la povertà energetica” di maggio 2025 sottolineano che otto italiani su dieci sono preoccupati per l’aumento dei costi dell’energia. C’è una forte incertezza economica fra le famiglie.
Nella percezione delle famiglie italiane è forte l’impatto dei costi energetici sui bilanci familiari mentre le famiglie sono consapevoli del legame con quanto avviene nel mondo: il 77% degli intervistati è convinto che le tensioni globali abbiano un impatto sui costi energetici e il 66% aggiunge che tale impatto riguardi anche le speculazioni di mercato che ne derivano, influenzando i prezzi di petrolio ed energia anticipatamente. In generale c’è una crescente insoddisfazione sulla propria situazione economica (55%), dovuta in gran parte dall’aumento del costo della vita – il 60% fa fatica a far quadrare i conti a fine mese, e il 39% ha dovuto fare delle rinunce per evitare delle spese. Questo si traduce nella difficoltà al risparmio.
Torna a crescere la preoccupazione sul riuscire a pagare tutte le bollette da qui ai prossimi anni, in linea col fatto che il 77% degli italiani è preoccupato per l’aumento dei costi di energia elettrica e gas. C’è anche una maggiore consapevolezza della povertà energetica. Due intervistati su tre pensano che la povertà energetica investa l’Italia in modo significativo e che, in prospettiva, la situazione continuerà ad aggravarsi.
«L’attuale contesto geopolitico sta generando una significativa incertezza economica, che si manifesta in una diffusa preoccupazione per l’aumento dei costi energetici – ha commentato il presidente Ipsos Italia Nando Pagnoncelli – La metà degli italiani dichiara di sperimentare difficoltà economiche, che si traducono in una limitata capacità di risparmio. Una significativa quota continua ad essere preoccupata per l’aumento dei costi di energia elettrica e gas, anche in un’ottica futura. In tale contesto si ipotizza che sempre più famiglie saranno interessate dalla povertà energetica».
Banco dell’energia, il Bilancio sociale 2024
Il Bilancio sociale 2024 del Banco dell’energia evidenzia che sono stati impegnati oltre 4,3 mln di euro di fondi e più di 9mila persone aiutate. I fondi raccolti sono stati impegnati per il 35% nei progetti di sostegno, che prevedono il pagamento delle bollette di qualunque operatore energetico a famiglie o individui vulnerabili; per il 17% nelle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali – CERS, il modello di comunità energetica sociale che coinvolge famiglie vulnerabili e imprese; il 27% sono stati investiti nell’efficientamento energetico e un altro 20% nei progetti che uniscono sostegno ed efficientamento energetico, dedicati alle strutture del Terzo Settore, per limitare consumi e impatto ambientale consentendo agli stessi Enti di destinare le risorse risparmiate per aiutare chi si trova in difficoltà, oltre che nella realizzazione di Centri di raffrescamento, per persone e famiglie vulnerabili più esposte al fenomeno delle ondate di calore estive.
«Dal 2016 Banco dell’energia ha costruito un modello di intervento concreto, capace di rispondere in modo integrato ai bisogni immediati delle persone in condizione di vulnerabilità e, al contempo, di promuovere soluzioni strutturali e innovative – ha dichiarato Roberto Tasca, Presidente di Banco dell’energia e di A2A – Con il Manifesto “Insieme per contrastare la Povertà energetica”, sostenuto da circa 100 firmatari, abbiamo consolidato una rete ampia e qualificata che può integrare sostegno economico, efficientamento energetico, sviluppo delle comunità energetiche solidali e percorsi di formazione. Il Bilancio Sociale 2024 racconta i risultati di un impegno condiviso che proseguirà anche nel 2025, con nuovi progetti volti a rafforzare una transizione energetica giusta e a contrastare con efficacia crescente la povertà energetica».

