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Marketing indesiderato, Verisure: il Garante privacy interviene
Sanzione da 400mila euro a Verisure Italia per trattamento illecito dei dati personali e violazione del diritto di opposizione previsto dal Regolamento europeo.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato Verisure Italia con una multa da 400mila euro per trattamento illecito di dati personali a fini di marketing. Il provvedimento nasce dal reclamo di un ex cliente che continuava a ricevere sms di marketing indesiderato nonostante l’esercizio del diritto di opposizione e dalla segnalazione di un potenziale cliente che, dopo aver richiesto un preventivo, aveva iniziato a ricevere telefonate, email e messaggi pubblicitari indesiderati.
In entrambi i casi, le comunicazioni commerciali sono proseguite nonostante gli interessati avessero chiaramente manifestato la volontà di non essere più contattati. Una condotta che viola il Regolamento Ue sulla protezione dei dati personali (Gdpr), che riconosce agli utenti il diritto di opporsi in qualsiasi momento al trattamento dei propri dati per finalità di marketing diretto.
Consenso non valido e informative carenti
Dall’istruttoria sono emerse numerose violazioni, in particolare nella modalità di raccolta del consenso tramite il form online. Il Garante ha rilevato che il consenso al marketing non veniva acquisito in modo libero e specifico, ma di fatto accorpato alla richiesta di preventivo. In sostanza, la semplice indicazione del numero di telefono veniva considerata dalla società come consenso alla ricezione di comunicazioni promozionali, in assenza di un’informativa chiara e completa.
Ulteriori criticità hanno riguardato la gestione delle richieste di opposizione, trattate oltre i termini previsti dalla normativa, e il periodo di conservazione dei dati dei potenziali clienti per finalità di teleselling. Il Garante ha giudicato eccessivi i 12 mesi durante i quali la società riteneva di poter ricontattare chi non aveva accettato il preventivo, in mancanza di un valido consenso.
Le misure imposte dal Garante
Oltre alla sanzione economica, l’Autorità ha vietato a Verisure Italia l’ulteriore trattamento dei dati acquisiti illecitamente, ha ordinato la cancellazione di quelli raccolti senza un consenso valido e imposto l’adeguamento delle informative privacy al Regolamento Ue. La società dovrà inoltre comunicare al Garante, entro sessanta giorni dalla notifica del provvedimento, le misure adottate per conformarsi alla normativa. L’Autorità ha comunque preso atto delle iniziative correttive già avviate durante l’istruttoria.
Il commento dei consumatori
Sul provvedimento è intervenuto Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha definito la sanzione “un’ottima notizia”.
“Anche se si tratta di una goccia nel mare – ha affermato – è una sanzione importante perché affronta una pratica purtroppo troppo diffusa: quella di approfittare della richiesta di un preventivo per poi inviare materiale pubblicitario e fare telefonate promozionali non richieste”.
Secondo Dona, però, l’intervento del Garante non basta da solo a risolvere il problema delle comunicazioni moleste. “Ora l’azione dell’Autorità va supportata dal legislatore e dalle altre Authority – ha concluso – altrimenti le telefonate indesiderate non finiranno mai”. Un richiamo che riporta al centro del dibattito la necessità di un’azione coordinata e più incisiva per tutelare concretamente i diritti dei consumatori.

