Prodotti fitosanitari illeciti o contraffatti, associazioni: ci sia un nuovo delitto nel Codice penale (Foto Gustavo Fring per Pexels)

Rendere la produzione e il commercio di prodotti fitosanitari illeciti o contraffatti un delitto da inserire nel Codice penale. La richiesta arriva congiunta da Coldiretti, Federchimica Agrofarma, Legacoop Alimentare e Legambiente che hanno fatto fronte comune per chiedere di inasprire le sanzioni nei confronti del mercato illegale dei prodotti fitosanitari. Le associazioni chiedono di rendere più efficaci e adeguate le sanzioni penali contro un mercato che si è ampliato, ha numeri in crescita e rappresenta una fonte di pericolo.

Il delitto proposto

Il mercato illegale dei prodotti fitosanitari aumenta, le sanzioni sono inadeguate e non permettono alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria di contrastare con efficacia chi produce e commercializza prodotti fitosanitari illegali o contraffatti, estremamente pericolosi per l’ambiente e la salute. Questa la valutazione condivisa delle quattro realtà, che hanno elaborato la proposta di inserire nel Codice penale un nuovo delitto. Il documento, sottoscritto dalle organizzazioni, è stato inviato al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, e agli Uffici di presidenza della Commissione Giustizia della Camera e della Commissione Agricoltura del Senato.

Le associazioni propongono dunque un nuovo delitto che sanziona “Produzione e commercio di prodotti fitosanitari illeciti” con la reclusione da due a sei anni, che diventano da tre a otto anni se vengono impiegate “sostanze classificate come altamente tossiche, cancerogene, mutagene, tossiche per la riproduzione o comunque tali da arrecare grave pericolo per la sicurezza alimentare, la salute pubblica e l’ambiente”.

Come per gli altri reati agroalimentari scattano infine la confisca, la possibilità di effettuare operazioni sotto copertura e le sanzioni pecuniarie previste per le imprese coinvolte.

Il mercato illegale dei prodotti fitosanitari

La diffusione di fitofarmaci illegali o contraffatti rappresenta una minaccia alle produzioni agroalimentare, alla salute di chi opera in agricoltura, dei consumatori e di chi rispetta la legalità. In Italia nel 2024 sono aumentati i reati e gli illeciti amministrativi accertati. I controlli fatti sono stati 2.113, con un incremento del 49,8% rispetto al 2023. Le attività investigative hanno portato a 407 reati e illeciti amministrativi (+24,1%), 341 denunce (+13,7%) e 54 sequestri, più che raddoppiati rispetto all’anno precedente.

Le sanzioni penali e amministrative sono state 390, con un aumento del + 33,2%. Questo sforzo, spiegano le associazioni, si scontra però con un sistema sanzionatorio in cui sono previsti reati di carattere contravvenzionale o sanzioni amministrative.

I dati dell’Europol e dell’operazione “Silver Axe” confermano la diffusione di queste attività illegali. Tra gennaio e aprile 2023 sono state sequestrate 2.040 tonnellate illegali, quasi il doppio rispetto al 2022 e un incremento esponenziale rispetto al 2015, anno della prima operazione. Nelle prime otto edizioni dell’operazione, sono state sottratte al mercato nero 6.961 tonnellate di prodotti destinati all’agricoltura.

Il mercato nero, sottolinea l’Europol, si fonda principalmente sulla produzione e commercializzazione di prodotti contraffatti o etichettati in modo fraudolento, nonché sull’importazione illecita di principi attivi vietati nell’Unione europea per la loro pericolosità sanitaria e ambientale. Secondo Europol, le principali aree di provenienza sono l’Asia e l’Asia meridionale, ma non mancano attività produttive anche all’interno dell’Unione europea.

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