Garante Privacy, quale autorevolezza? (Foto Pixabay)
Garante Privacy, quale credibilità?
Crisi di credibilità senza precedenti per il Garante Privacy. Sabato si è dimesso Guido Scorza, gli altri componenti del collegio rimangono in carica. La reazione delle associazioni dei consumatori
Quale credibilità e autorevolezza se viene giù tutto? Il Garante Privacy è investito da una crisi senza precedente, la Procura di Roma indaga per corruzione e peculato, ieri l’Autorità ha iniziato a perdere pezzi con le dimissioni di Guido Scorza. Le associazioni dei consumatori sono in fermento. Oggi il Codacons chiede ai cittadini di non inviare più esposti all’Autorità, sotto inchiesta, e ne invoca il Commissariamento. “Al momento sembrano infatti venir meno le dovute garanzie a tutela dei soggetti che l’Autorità dovrebbe tutelare”, afferma l’associazione. “La credibilità del collegio è ormai vicina allo zero“, affermano in una nota congiunta il Movimento Difesa del Cittadino, Codacons, AssoURT e Adusbef, che chiedono un intervento di Parlamento e Governo.
Terremoto sul Garante Privacy
I vertici del Garante Privacy sono investiti da un terremoto senza precedenti e da un’enorme crisi di credibilità, dopo le inchieste giornalistiche di Report e le indagini avviate dalla Procura di Roma. Le inchieste giornalistiche hanno sollevato pesanti dubbi sulla gestione dei fondi fatta dall’Autorità indipendente. Sotto i riflettori ci sono spese di rappresentanza, potenziali conflitti di interesse e comportamenti interni quali il tentativo di controllare le email dei dipendenti, denunciato a novembre con la circolazione di documenti riservati e le dimissioni del segretario generale dell’Autorità.
Codacons invita il Governo al commissariamento
Sull’intera vicenda giudiziaria, il Codacons chiede oggi lo stop a tutte le segnalazioni indirizzate all’Autorità.
“Considerata la delicata situazione attuale e le accuse mosse dalla Procura di Roma, riteniamo debba essere sospesa l’attività di vigilanza dell’Autorità – afferma il Codacons – Per questo invitiamo cittadini, associazioni ed enti a non inviare segnalazioni o esposti in tema di privacy al Garante, in attesa che si faccia chiarezza sugli illeciti contestati”.
Per l’associazione è poi grave che il Governo “a fronte delle indagini in corso e delle irregolarità contestate, non proceda all’immediato commissariamento dell’ente, nell’interesse della collettività che deve poter fare affidamento su authority imparziali e al di sopra di ogni sospetto”.
#cosedaexgarante | Ho deciso di fare un passo indietro nell’interesse del @GPDP_IT
Sono stati cinque anni e mezzo bellissimi dalla parte giusta del mondo. Per ora grazie a tutte e a tutti ma arrivederci dalla stessa parte, quella dei diritti, delle libertà e della democrazia |… pic.twitter.com/7fwSJHMtUx— Guido Scorza (@guidoscorza) January 17, 2026
Le dimissioni di Scorza
Sabato 17 gennaio Guido Scorza, componente del Garante Privacy, ha rassegnato le proprie dimissioni. ”Ho deciso di fare un passo indietro nell’interesse del garante della Privacy”, ha scritto su Instagram. In un video, e poi nella sua pagina online, Scorza spiega le ragioni delle dimissioni “irrevocabili” da componente del Collegio.
Le dimissioni di Scorza vengono dopo che il 16 gennaio il Collegio del Garante, investito dalla bufera e dall’arrivo della Guardia di Finanza, aveva diffuso una stringata nota nella quale esprimeva “piena fiducia nell’operato della magistratura, certo di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati” e confermava “la volontà di proseguire il proprio lavoro a tutela della privacy e dei diritti fondamentali dei cittadini”.
Spiega Scorza: “Un giorno – che, purtroppo, non è oggi e non è vicino – ci si renderà conto e si capirà che questo momento difficile dell’Autorità non è dovuto a errori o omissioni di chi ci ha lavorato, ci lavora e continuerà a lavorarci e non è dovuto, per quel che mi riguarda, a ciò che ho fatto o non ho fatto, fermo restando, naturalmente che fare meglio e di più è sempre possibile ma a fattori estranei all’Autorità e a patologie e derive di un sistema che non ha ancora trovato un punto di equilibrio sostenibile tra diritti, libertà e poteri, tutti egualmente centrali e irrinunciabili nella vita democratica del nostro Paese”
“Il Paese – prosegue l’ormai ex componente dell’Autorità – ha bisogno oggi di un Garante per la protezione dei dai personali che prima di avere autorità abbia autorevolezza non solo effettiva ma anche percepita e le persone, a cominciare dal personale del Garante, hanno bisogno e diritto a che niente sia lasciato di intentato perché il Garante riconquisti, il prima possibile, quella fiducia percepita senza la quale un diritto già fragile, perché poco noto o poco noto nel suo valore ai più deboli e inviso ai più forti, è pressoché impossibile da promuovere e proteggere. È per questo e solo per questo che oggi ho deciso di fare un passo indietro”.
I Consumatori: crisi di credibilità
La credibilità del Garante Privacy è “ormai vicina allo zero”, affermano in una nota congiunta il Movimento Difesa del Cittadino (MDC), insieme a Codacons, AssoURT e Adusbef.
Le associazioni dei consumatori “sentono il dovere di stigmatizzare i comportamenti dei commissari, anzitutto riguardo la gestione di alcune sanzioni, incomprensibilmente ridotte e/o annullate, per l’esplosione delle spese di rappresentanza aumentate in maniera esponenziale in questi anni di difficoltà economiche generali e per consulenze affidate a studi legali in cui operavano familiari di qualche commissario”. Le associazioni si dichiarano sorprese “per la mancanza di sensibilità istituzionale del Collegio, che finora non ha sentito la necessità (tranne l’avvocato Guido Scorza) di dimettersi per salvare l’immagine del Garante e recuperare un minimo di credibilità”.
“Chiediamo al Governo e al Parlamento di prendere atto della situazione gravissima e di intervenire per farla cessare”.

