Tassa sui piccoli pacchi, verso il rinvio (Foto Pixabay)
Tassa sui piccoli pacchi, Consumatori: da rinviare e cancellare
La tassa italiana di due euro sui piccoli pacchi in arrivo da paesi extra-Ue va verso il rinvio. A luglio partiranno i dazi previsti dall’Europa. Nel frattempo il movimento merci già è cambiato. Codacons: balzello da cancellare in attesa dell’Ue
La tassa di due euro sui piccoli pacchi in arrivo da paesi extra-Ue ha già cambiato il movimento merci diretto verso l’Italia. E probabilmente va verso il rinvio. Un emendamento al decreto Milleproroghe propone infatti di “rinviare l’imposta al 1° luglio 2026, quando partirà anche una tassa europea sui piccoli pacchi (del valore di tre euro) che quindi renderà il sistema più omogeneo” (Fanpage).
La tassa va a colpire soprattutto l’ecommerce e i piccoli acquisti online, i più diffusi, e si aggiunge a un’iniziativa europea simile che toglie l’esenzione dai dazi ai piccoli pacchi in arrivo da paesi extra-Ue. Si tratta di misure pensate per contrastare l’arrivo di merci low cost, di valore inferiore a 150 euro, legate all’esplosione dell’ecommerce a basso costo (leggi Temu e Shein).
La tassa di due euro sui piccoli pacchi ha già avuto effetti sul movimento merci verso l’Italia. Secondo l’Agenzia delle Dogane tra il 1° e il 20 gennaio il numero di pacchi a basso valore provenienti da Paesi extra-UE è diminuito del 36% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il calo riflette il cambiamento delle strategie logistiche: le merci semplicemente arrivano in altri paesi europei, dove la tassa di due euro non si paga, e poi entrano in Italia su gomma.
UNC: i prodotti dannosi non devono entrare comunque
“Rinviare la tassa sui dazi sarebbe un’ottima notizia” ha detto dunque Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la presentazione al Milleproroghe di un emendamento che intenderebbe rinviarla a luglio.
Non è una misura che va a favore dei consumatori, prosegue l’associazione. “La solita scusa, detta anche per il Mercosur, è quella di voler proteggere i consumatori, impedire che entrino merci pericolose per la loro salute, che ci sono rischi per la sicurezza alimentare e chi più ne ha più ne metta – prosegue Dona – Come se pagare 2 euro in più per un pacco li proteggesse da prodotti dannosi, merci che non devono entrare comunque, senza se e senza ma. Peraltro, il dazio è facilmente aggirabile, con lo spostamento degli ordini verso depositi locali o transitando da hub alternativi. Alcuni si stanno già organizzando in tal senso”.
Codacons: pasticcio all’italiana
“La tassa italiana sui pacchi di valore inferiore ai 150 euro non va rinviata, ma va cancellata del tutto“, afferma il Codacons.
“Si tratta del più classico dei pasticci all’italiana, con una imposizione varata in tutta fretta al solo scopo di favorire i commercianti a danno dei consumatori – afferma l’associazione – Nonostante l’Europa si appresti ad introdurre nel 2026 una tassa analoga, l’Italia ha deciso di anticipare i tempi introducendo un balzello da 2 euro che non solo danneggia i consumatori, ma viene anche facilmente eluso dagli operatori del settore”.
Le aziende infatti spediscono i pacchi diretti in Italia in altri paesi europei dove questa tassa non c’è. E questi entrano poi in Italia col trasporto merci su gomma.

