Alimentazione e comunicazione, SINU: attenzione ai falsi miti alimentari

Alimentazione e comunicazione, SINU: attenzione ai falsi miti alimentari (foto Pixabay)

Nell’epoca di internet e dei social media anche la comunicazione gioca un ruolo importante nelle scelte nutrizionali e nell’alimentazione, dando vita a mode alimentari non sempre salutari.

Basti pensare che, secondo recenti indagini europee, oltre il 60% dei cittadini dichiara di ricevere informazioni nutrizionali principalmente dai social, dove le fonti non sempre sono affidabili.

Ecco perché “comprendere e comunicare correttamente nutrienti, alimenti e modelli dietetici rappresenta una sfida cruciale – afferma la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) – soprattutto in un contesto dominato da semplificazioni, mode alimentari e informazioni spesso parziali o fuorvianti”.

Questi i temi al centro del terzo convegno SINU Giovani, promosso dalla SINU e dedicato al tema “Nutrienti, alimenti e diete tra scienza e comunicazione”.

Alimentazione e falsi miti

Nel corso del convegno è emerso come la crescente diffusione di diete restrittive abbia contribuito alla costruzione di numerosi falsi miti alimentari.

Al primo posto troviamo la demonizzazione dei carboidrati, nonostante rappresentino – afferma la SINU – “il principale substrato energetico (45-60% dell’apporto calorico totale), raccomandato dalle linee guida nazionali ed internazionali sulla base delle migliori evidenze scientifiche disponibili”.

Troviamo, poi, l’enfasi sul consumo proteico, che “in alcuni gruppi di popolazione già supera le quantità consigliate, e rimane al centro di una narrazione che mescola reali bisogni dell’organismo e mode alimentari“.

“Questi ed altri – commenta la SINU – sono esempi emblematici di un approccio riduzionistico, focalizzato su singoli nutrienti e non sulla qualità degli alimenti e sul modello alimentare complessivo”.

Il ruolo della comunicazione della nutrizione

Davanti a questo scenario emerge, quindi, il ruolo centrale di “una comunicazione scientifica più responsabile – osserva la SINU – capace di semplificare senza banalizzare e di costruire un rapporto di fiducia con il pubblico. Una comunicazione imprecisa o allarmistica può infatti generare confusione, aspettative irrealistiche e comportamenti alimentari estremi o poco sostenibili, con potenziali ripercussioni sulla salute”.

Particolare attenzione va rivolta ai giovanissimi, fascia della popolazione più esposta ai messaggi che viaggiano online.

Qui – afferma ancora la SINU – “entra in gioco la necessità di riuscire ad arrivare alle famiglie, per far crescere bambini, ragazzi e adolescenti in un ambiente che promuova stili di vita adeguati e, allo stesso tempo, un approccio al cibo e un linguaggio nei confronti del corpo che siano sicuri”.

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