Antitrust multa Enel energia e SEN (Foto Pixabay)
Antitrust multa Enel Energia e SEN per 7 milioni e mezzo di euro
L’Antitrust multa Enel Energia e Servizio Elettrico Nazionale per un totale di 7 milioni e mezzo di euro per inadeguata trattazione e ingiustificato rigetto delle istanze di prescrizione biennale dei consumatori. Enel: “Condotte valutate nel 2020 con sanzioni annullate dal Consiglio di Stato”
L’Antitrust multa due società del gruppo Enel per un totale di 7 milioni e mezzo di euro per pratiche commerciali scorrette. Una sanzione di 4 milioni di euro è stata irrogata a Enel Energia e una da 3 milioni e mezzo di euro a Servizio Elettrico Nazionale (SEN), entrambe controllate da Enel, attive la prima nella fornitura di energia elettrica e gas naturale sul mercato libero e la seconda nella fornitura di energia elettrica sul mercato tutelato.
Il procedimento, spiega l’Antitrust nel bollettino pubblicato ieri, riguarda “l’inadeguata trattazione e l’ingiustificato rigetto delle istanze di prescrizione biennale dei consumatori e dei relativi reclami, presentati in relazione a consumi pluriennali, fatturati in considerevole ritardo” e rientranti nell’ambito di applicazione della Legge di Bilancio 2018.
Questa legge ha introdotto la prescrizione biennale dei crediti vantati dagli operatori del settore energetico per consumi risalenti a oltre due anni rispetto alla data di fatturazione, escludendo solo i casi in cui la mancata rilevazione dei dati di misura dipendesse da responsabilità accertata dell’utente.
Le denunce di consumatori e associazioni
Sono però arrivate all’Antitrust “numerose denunce da parte di consumatori, associazioni consumeristiche e microimprese che lamentavano l’ingiustificato rigetto da parte dei Professionisti delle istanze di prescrizione biennale in assenza dell’effettivo accertamento della responsabilità dell’utente”.
Enel e SEN hanno contestato che il procedimento ne ricalca uno analogo del 2020, annullato dal Consiglio di Stato, e ritengono che il nuovo avvio renda fatti già valutati oggetto di una nuova azione sanzionatoria che rischierebbe di ledere i principi della certezza dei rapporti giuridici e del diritto di difesa, nonché su condotte che sarebbero prescritte.
Gestione inadeguata di istanze e reclami
L’Antitrust ricorda nel procedimento che “con l’introduzione della Legge di Bilancio 2018, il legislatore ha inteso arginare e limitare il fenomeno delle cc.dd. “maxi bollette” dovute alla tardiva emissione delle fatture di conguaglio di consumi di energia elettrica e gas”.
Le conclusioni cui giunge l’Antitrust è che Enel e SEN “risultano aver gestito in modo inadeguato le istanze di prescrizione biennale, i successivi reclami e i tentativi di conciliazione, non avendo correttamente accertato la responsabilità dei consumatori per omessa/tardiva lettura dei contatori, procedendo all’incasso di somme non dovute in forza della minaccia della sospensione e distacco di un servizio essenziale, oggetto di fornitura”.
La contestazione è dunque quella di pratiche commerciali scorrette, con elementi di aggressività, in violazione del Codice del Consumo.
Enel: condotte già valutate con sanzioni annullate
Enel Energia e SEN non condividono la decisione dell’Antitrust.
E in una nota precisano che il procedimento “ha riguardato condotte risalenti al 2018 e 2019, già precedentemente valutate dall’Autorità nel 2020 e i cui provvedimenti sanzionatori sono stati annullati dal Consiglio di Stato, con sentenza passata in giudicato. Pertanto, Enel Energia e SEN confidano di poter dimostrare la correttezza del proprio operato nelle sedi competenti”.

