Crisi in Medio Oriente, le richieste di Centromarca (Foto Pixabay)

Anche l’industria di marca chiede le accise mobili sui carburanti. Più in generale, la preoccupazione per la crisi in Medio Oriente attraversa tutti i comparti produttivi. E oggi Centromarca, associazione italiana dell’industria di marca cui aderiscono 192 aziende operanti nei settori alimentare, cura casa e persona, chiede al Governo interventi per contenere gli extracosti derivanti dalla crisi geopolitica.

«Seguiamo con particolare preoccupazione l’evolversi della crisi in Medio Oriente. Una tensione che, se prolungata, rischia di compromettere la competitività dell’intera filiera del largo consumo e dell’Industria di Marca», sottolinea Vittorio Cino, direttore generale di Centromarca.

Le ripercussioni della crisi in Medio Oriente

L’associazione analizza dunque le ripercussioni della crisi in Medio Oriente sulla filiera produttiva. La riduzione degli approvvigionamenti globali, spiega Centromarca, si riflette sia sul prezzo del petrolio sia su quello del gas naturale liquefatto, esercitando una forte pressione sui costi di produzione delle industrie. Ripercussioni si manifestano sul comparto della logistica e delle assicurazioni.

“L’aumento dei carburanti e dei noli marittimi grava pesantemente sulle catene di approvvigionamento globali; l’impennata dei premi assicurativi legati al rischio bellico – stimata tra il 25% e il 50% – si traduce in un rincaro diretto sull’import di materie prime e semilavorati – spiega Centromarca – Criticità analoghe si riscontrano nel settore del packaging, con listini in forte rialzo per plastiche e derivati del petrolio”.

A marzo le quotazioni dei principali polimeri per packaging (PET, PE, PP) sono aumentati da poche decine fino a 250 euro a tonnellata.

«Si tratta di oneri che le industrie possono assorbire solo nel breve periodo – prosegue Cino – Una crisi di lunga durata innescherebbe ulteriori extracosti mettendo a repentaglio la stabilità del tessuto produttivo».

La richiesta di Centromarca

«Chiediamo al Governo interventi rapidi e strutturali – prosegue Cino – Ad esempio, l’introduzione delle accise mobili sui carburanti e l’applicazione delle misure proposte dalla Commissione europea nel pacchetto Energia per contenere i costi delle bollette. Nel medio-lungo termine, inoltre, auspichiamo l’introduzione di un Price Cap a livello europeo per neutralizzare future oscillazioni. Confermiamo ovviamente la nostra piena disponibilità a collaborare con l’Esecutivo attraverso la condivisione di analisi e dati aggiornati».

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