Minori e social media (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)
Instagram e Facebook, Commissione europea: Meta non tutela i minori di 13 anni
Secondo la Commissione europea, Meta ha violato la legge sui servizi digitali perché non ha impedito ai minori di 13 anni di utilizzare Instagram e Facebook
Meta non ha impedito ai minori di 13 anni di usare Instagram e Facebook. La Commissione europea ha rilevato in via preliminare che “Instagram e Facebook di Meta violano la legge sui servizi digitali (DSA) per non aver diligentemente identificato, valutato e mitigato i rischi di accesso ai loro servizi da parte di minori di 13 anni”.
“Le condizioni generali di Meta indicano che i loro servizi non sono destinati ai minori di 13 anni – spiega Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia – Tuttavia, i nostri risultati preliminari mostrano che Instagram e Facebook stanno facendo molto poco per impedire ai bambini al di sotto di questa età di accedere ai loro servizi. La legge sui servizi digitali impone alle piattaforme di far rispettare le proprie norme: i termini e le condizioni non dovrebbero essere semplici dichiarazioni scritte, ma piuttosto la base per un’azione concreta a tutela degli utenti, compresi i minori”.
Età minima 13 anni ma si aggira facilmente
Termini e condizioni di Meta stabiliscono che l’età minima per accedere a Instagram e Facebook in modo sicuro è di 13 anni, ma le misure messe in atto per far rispettare queste restrizioni non sono efficaci e non impediscono ai minori di accedere ai due social.
Così come non li rimuovono tempestivamente se hanno già un accesso. Quando si crea un account, i minori di 13 anni possono semplicemente inserire una data di nascita falsa, senza controlli efficaci per verificarne la correttezza.
La Commissione spiega poi che “lo strumento di Meta per segnalare i minori di 13 anni sulla piattaforma è difficile da usare e non efficace, richiede fino a sette clic solo per accedere al modulo di segnalazione, che non viene automaticamente precompilato con le informazioni dell’utente”.
Anche in caso di segnalazione di under 13, spesso non c’è alcun seguito e il bambino può continuare a usare i social senza controllo. Tutto questo a fronte del fatto che il 10-12% dei bambini sotto i 13 anni accede a Instagram e Facebook, secondo dati provenienti da tutta la Ue.
I prossimi passi
In questa fase, la Commissione ritiene che Instagram e Facebook debbano modificare la loro metodologia di valutazione del rischio, per valutare quali rischi sorgono su Instagram e Facebook nell’Unione europea e come si manifestano. Inoltre, Instagram e Facebook devono rafforzare le loro misure per prevenire, rilevare e rimuovere i minori di età inferiore ai 13 anni dal loro servizio. La Ue chiede a Meta di contrastare e mitigare i rischi che i minori di 13 anni incontrano sulle piattaforme e garantire un elevato livello di privacy, sicurezza e protezione per i minori.
Nell’esercizio del loro diritto di difesa, Instagram e Facebook hanno ora la possibilità di esaminare i documenti contenuti nei fascicoli di indagine della Commissione e di rispondere per iscritto alle risultanze preliminari della Commissione. Se il parere viene confermato, la Commissione può emettere una decisione di non conformità, che può infliggere un’ammenda proporzionata all’infrazione e fino al 6% del fatturato mondiale totale annuo.
Meta: continuiamo a investire nelle tecnologie di sicurezza
Meta da parte sua non concorda con i risultati preliminari della Ue e ribadisce di lavorare per la sicurezza.
“Non concordiamo con questi risultati preliminari. Siamo chiari sul fatto che Instagram e Facebook sono destinati a persone di età pari o superiore a 13 anni e disponiamo di misure per rilevare e rimuovere gli account di chiunque sia al di sotto di tale età – afferma un portavoce in una nota – Continuiamo a investire in tecnologie per individuare e rimuovere gli utenti che non raggiungono l’età minima richiesta e la prossima settimana condivideremo ulteriori informazioni su nuovi strumenti in fase di implementazione. La verifica dell’età è una sfida che riguarda l’intero settore e richiede una soluzione a livello di settore; continueremo a collaborare in modo costruttivo con la Commissione Europea su questo tema importante” (Fonte: Italia Oggi).

