Tutela minori su Facebook e Instagram, Commissione europea avvia procedimento verso Meta (Foto di Thomas Ulrich da Pixabay)

Facebook e Instagram potrebbero stimolare dipendenze comportamentali dei bambini e causare comportamenti di dipendenza, mettendo dunque a rischio il benessere dei minori. È con questa ipotesi che la Commissione europea ha avviato un procedimento formale verso Meta, fornitore di Facebook e Instagram, ai sensi della legge sui servizi digitali e in relazione alla protezione dei minori sui due social. Bruxelles intende valutare se Meta abbia violato il Digital Services Act nel campo della protezione dei più piccoli.

Procedimento verso Meta su tutela minori

La Commissione, informa Bruxelles, teme che i sistemi di Facebook e Instagram, compresi i loro algoritmi, possano stimolare dipendenze comportamentali nei bambini e creare i cosiddetti “rabbit-hole effects ” (si è coinvolti accidentalmente nei media e poi diventa sempre più difficile uscirne, fino ad arrivare a situazioni di isolamento). La Commissione è inoltre preoccupata per i metodi di garanzia e verifica dell’età messi in atto da Meta.

«Oggi stiamo compiendo un altro passo per garantire la sicurezza dei giovani utenti onlineha detto Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale – Con la legge sui servizi digitali abbiamo stabilito norme che possono proteggere i minori quando interagiscono online. Temiamo che Facebook e Instagram possano stimolare la dipendenza comportamentale e che i metodi di verifica dell’età messi in atto da Meta sui loro servizi non siano adeguati e che ora proseguiranno un’indagine approfondita. Vogliamo proteggere la salute mentale e fisica dei giovani».

Quale tutela dei minori? I campi di analisi

Il procedimento riguarda diversi aspetti relativi alla tutela dei minori.

Uno comprende il rispetto da parte di Meta degli obblighi di legge sui servizi digitali in materia di valutazione e attenuazione dei rischi causati dalla progettazione delle interfacce online di Facebook e Instagram. Queste, ipotizza la Commissione, “possono sfruttare le debolezze e l’inesperienza dei minori e causare comportamenti di dipendenza, e/o rafforzare il cosiddetto rabbit-hole effects. Tale valutazione è necessaria per contrastare i potenziali rischi per l’esercizio del diritto fondamentale al benessere fisico e mentale dei minori e al rispetto dei loro diritti”.

Un altro aspetto riguarda il rispetto delle misure che hanno l’obiettivo di impedire l’accesso dei minori a contenuti inappropriati, in particolare agli strumenti di verifica dell’età utilizzati da Meta, che “potrebbero non essere ragionevoli, proporzionati ed efficaci”.

Altro campo del procedimento riguarda il rispetto da parte di Meta di “mettere in atto misure adeguate e proporzionate per garantire un elevato livello di tutela della vita privata e di sicurezza per i minori, in particolare per quanto riguarda le impostazioni predefinite della vita privata per i minori nell’ambito della progettazione e del funzionamento dei suoi sistemi di raccomandazione”.

Facebook e Instagram, in quanto piattaforme online di dimensioni molto grandi (hanno oltre 45 milioni di utenti attivi al mese nella Ue) devono rispettare gli obblighi della legge Ue sui servizi digitali. Il 30 aprile di quest’anno la Commissione ha già avviato un procedimento formale nei confronti di Meta, in relazione sia a Facebook che a Instagram, su pubblicità ingannevole, contenuti politici, meccanismi di notifica e azione, accesso ai dati per i ricercatori, nonché sull’indisponibilità di un efficace dibattito civico e di uno strumento di monitoraggio delle elezioni in tempo reale da parte di terzi prima delle elezioni del Parlamento europeo.


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy

Parliamone ;-)