Cocktail di pesticidi sui cibi europei (Foto Pixabay)

Sui cibi vengono regolarmente trovati cocktail di pesticidi, in molti casi neurotossici. In Europa il 41,6% della frutta e della verdura vendute contiene residui di pesticidi e il 25,5% ne contiene più di uno.

“Ciò significa – denuncia Pesticide Action Network (PAN) Europe – che un quarto della frutta e della verdura consumata espone i consumatori a cocktail di pesticidi che non vengono valutate dall’EFSA, nonostante il suo obbligo legale di farlo. È preoccupante che la maggior parte dei residui identificati siano neurotossici”.

Residui di pesticidi negli alimenti, il problema dell’esposizione multipla

L’associazione si riferisce ai risultati dell’ultima pubblicazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) sui residui di pesticidi negli alimenti. E offre una valutazione negativa perché punta i riflettori su un dato che non viene valorizzato: l’esposizione multipla ai residui di pesticidi. I pesticidi vengono valutati singolarmente in termini di rischio mentre viene perlopiù ignorato l’effetto combinato, sinergico, quello che deriva dai cocktail di pesticidi. Se si guarda a quel valore, il quadro cambia.

“Questi risultati continuano a destare preoccupazione, poiché sempre più prove scientifiche dimostrano che l’esposizione ai residui di pesticidi attraverso gli alimenti è collegata a un rischio maggiore di sviluppare malattie croniche come il cancro e può portare all’infertilità “, ha detto Martin Dermine, direttore esecutivo di PAN Europe.

Arance, uva da tavola, fragole e mele rimangono gli alimenti più contaminati. PAN Europe fa riferimento a un suo studio nel quale ha analizzato le mele di 13 paesi europei: ha scoperto che quasi tutti i campioni di mele (il 93%) contenevano almeno un residuo di pesticida e l’85% dei campioni conteneva residui di pesticidi multipli. Alcuni campioni contenevano fino a 7 diversi residui di pesticidi.

Pesticidi neurotossici sui cibi

Per l’Efsa il rischio che deriva dai residui di pesticidi negli alimenti rimane basso. Non è così per PAN Europea che sottolinea l’esposizione multipla ai pesticidi e il fatto che quelli spesso rilevati, specialmente nei prodotti importati, siano anche quelli più pericolosi.

“Le sostanze più frequentemente riscontrate sono pesticidi neurotossici, come il chlorpyrifos  (nonostante il suo divieto), i pyrethroids o i neonicotinoidi, tutti dannosi per lo sviluppo cerebrale dei bambini”, spiega ancora Martin Dermine.

“I consumatori sono esposti quotidianamente a un mix di interferenti endocrini, pesticidi PFAS o neurotossici, i cui effetti combinati sulla salute non vengono valutati – ha detto Salomé Roynel, Policy Officer – Ciò è dovuto all’inaccettabile inadempienza dell’EFSA, che dal 2005 non adempie al suo obbligo legale di sviluppare una metodologia per valutare i cocktail di pesticidi”.

Secondo i dati online dell’EFSA, l’uva da tavola (77,9%), il pompelmo (73,5%) e le banane (66,1%) presentavano le percentuali più alte di residui multipli.

Stanno tornando pesticidi vietati

PAN Europe lamenta però la “mancanza di trasparenza nella comunicazione dell’EFSA, che fornisce, nelle sue comunicazioni generali, solo statistiche generiche sul livello di contaminazione, omettendo di evidenziare che i pesticidi più frequentemente riscontrati sono anche i più pericolosi, un dato che invece è nascosto all’interno del loro database”.

Da qui emerge appunto che i residui di pesticidi vietati nella Ue, come il chlorpyrifos  o l’imidacloprid , due neurotossici dannosi per lo sviluppo cerebrale del feto, sono tra i residui più frequentemente rilevati, in particolare quelli che superano il limite legale.

“I pesticidi più pericolosi, vietati per tutelare la salute e l’ambiente, stanno tornando sulle nostre tavole attraverso gli alimenti importati, e sono proprio quelli che più frequentemente superano i limiti di legge – spiega Salomé Roynel – Si tratta di un doppio standard tossico che deve finire”.

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