Inflazione, ad aprile più 2,7% annuo (Foto Pixabay)
Inflazione, Istat: ad aprile balza a più 2,7%. Carrello della spesa a più 2,3%
Ad aprile l’inflazione aumenta dell’1,1% su base mensile e del 2,7% nel confronto annuale. A trainare i rincari sono i rialzi di beni energetici e alimentari
Ad aprile l’inflazione si impenna e aumenta del 2,7%. Un rialzo atteso, solo ritoccato un po’ al ribasso dall’Istat che nelle stime aveva dato un valore leggermente superiore (più 2,8%). In rialzo anche il carrello della spesa (+2,3% rispetto alle stime di +2,5%). A trainare l’aumento dell’inflazione sono i rincari dei beni energetici e degli alimentari, sia nel confronto mensile sia in quello annuale.
Inflazione, più 2,7% annuo e più 1,1% mensile
Nel mese di aprile 2026, dunque, l’inflazione aumenta del +1,1% su base mensile e del +2,7% su base annua (da +1,7% di marzo); la stima preliminare era +2,8%.
La dinamica dell’inflazione riflette principalmente la netta risalita dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da -2,0% a +9,6%), di quelli regolamentati (da -1,6% a +5,3%) e dell’accelerazione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +4,7% a +5,9%); in rallentamento sono invece i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,2% a +0,6%).
Anche nel confronto mensile, pesano l’aumento degli energetici non regolamentati (+5,4%), degli Alimentari non lavorati (+2,0%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,7%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,4%).
Sale il carrello della spesa
In aumento, su base annua, ci sono i prodotti ad alta frequenza d’acquisto, che passano da +3,1% a +4,2%, e il carrello della spesa. I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona salgono infatti da +2,2% a +2,3%.
Commenta l’Istat “Ad aprile 2026 l’inflazione sale a +2,7%, sostenuta essenzialmente dalle tensioni che si registrano sui prezzi degli Energetici (da -2,1% a +9,2%) e degli Alimentari non lavorati (da +4,7% a +5,9%). Un parziale effetto di freno alla crescita dell’inflazione si deve alla dinamica dei prezzi di alcune tipologie di servizi, tra cui quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%). La crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” sale a +2,3% (da +2,2%), mentre l’inflazione di fondo scende a +1,6% (da +1,9%). L’inflazione acquisita ad aprile, per il 2026, è pari a +2,3%”.
Attenzione poi alle voci che aumentano più dell’indice generale. L’inflazione sui prodotti alimentari e bevande analcoliche sale infatti, nel confronto annuale, al +2,9%; quella su assistenza alla persona e protezione sociale a + 3,5%; l’inflazione sui trasporti è a +3,8%.
Le voci che rincarano di più rispetto a un anno fa sono servizi finanziari e assicurativi, che impennano a +4%, e la voce abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili per cui i prezzi balzano a +5,1%. In flessione solo informazione e comunicazione (-2,2%). Per altre voci per cui l’aumento è inferiore all’inflazione generale (fra questi istruzione, abbigliamento, sport e cultura, sanità).

