AMBIENTE. Milano, referendum Ecopass: presentate le prime 100 firme a sostegno
Sono state depositate oggi le prime 100 firme per sostenere i cinque referendum ambientalisti presentati qualche giorno fa dal Comitato Promotore della consultazione, composto da Edoardo Croci, ex assessore alla Mobilità del Comune di Milano e ideatore del ticket antismog, dal verde Enrico Fedrighini e dal radicale Marco Cappato.
Tra i primi 100 firmatari si trovano nomi di spicco, come il senatore Pietro Ichino, giuslavorista e parlamentare del Pd, l’architetto Stefano Boeri, progettista del concept plan di Expo 2015, che insieme a personaggi del mondo dello spettacolo – come Paola Maugeri, Daniele Cornacchione e Diego Parassole – chiedono l’estensione di Ecopass e il raddoppio degli alberi in città.
Ai referendum proposti dal Comitato promotore hanno aderito anche Andrea Poggio di Legambiente e altre associazioni ambientaliste come il Wwf, i Genitori Antismog e Italia Nostra.
"In pochi giorni i nostri referendum – ha affermato l’ex assessore Croci – hanno raccolto un’adesione superiore a ogni aspettativa, segno che stiamo dando voce a un’insoddisfazione diffusa in città. Se il Palazzo manca di coraggio nel portare avanti politiche per la qualità della vita e dell’ambiente, è giusto coinvolgere i cittadini".
Nel ricevere le prime 100 firme, Manfredi Palmeri, presidente del Consiglio comunale di Milano, si è impegnato a concedere Palazzo Marino come sede di un banchetto referendario (in quattro mesi dovranno essere raccolte almeno 15 mila) e a pubblicare i cinque quesiti sul sito istituzionale www.comune.milano.it.
I temi dei cinque quesiti referendari sulla ‘qualità dell’ambiente e della vita a Milano’, sono relativi alla ‘Riduzione del traffico ed Ecopass’, alla ‘Salvaguardia del suolo’, alla ‘Conservazione del futuro parco dell’area Expo’, alla ‘Riduzione di emissioni’ e alla ‘Riapertura dei Navigli’. "Questo è un momento importante per Milano e per i milanesi – ha aggiunto Croci – che si mobilitano per una città più vivibile".
Cappato si è invece soffermato sul tentativo di coinvolgere l’opinione pubblica per risolvere problemi sui quali la classe politica ha mostrato un certo immobilismo: "Pensiamo che l’unico modo per accelerare ‘la rivoluzione ambientalista’, in una città che altrimenti rischierebbe di metterci decenni, sia quello di coinvolgere l’opinione pubblica. Oggi inizia quindi una grande impresa di mobilitazione per i milanesi e la città", ha concluso il radicale Cappato.
Dopo il ‘semaforo verde’ da parte del Comune, scattano i 120 giorni di tempo per la raccolta delle 15mila firme necessarie per la consultazione, che per essere valida dovrà raggiungere il quorum del 30%.
di Flora Cappelluti

