CONSUMI. Troppo vino invenduto in Piemonte: protesta dei produttori nell’astigiano
Rischiano di essere molto pesanti le conseguenze della crisi economica sul settore vitivinicolo e per questo ieri ad Asti i produttori piemontesi sono scesi in piazza. A dispetto di una vendemmia 2010 che si preannuncia buona, infatti, l’intero settore è in notevole difficoltà a causa delle grandi quantità di invenduto degli anni scorsi, conseguenza di una contrazione nei consumi soprattutto dei vini di qualità intermedia.
Per svuotare le cantine ancora piene delle giacenze c’è chi ha già cominciato a svendere il prodotto sfuso e il mercato se n’è subito approfittato abbattendo il prezzo all’ingrosso fino a 20/30 centesimi al litro, cifra che mette in dubbio la vendemmia stessa. Proprio per questo, solo pochi giorni fa, Giulio Porzio aveva minacciato di lasciare marcire i grappoli su filari nobili come quello del Barbera d’Asti (che avendo ottenuto la "docg" solo nel 2008 è tra i più penalizzati nello smaltimento dell’invenduto ancora "doc").
E ieri, a supporto della protesta durante la quale sono stati simbolicamente regalati ettolitri di vino agli astigiani, è scesa in campo anche Slow Food Italia, attraverso il vicepresidente Silvio Barbero: "Portare la solidarietà di tutta la nostra associazione ai contadini e le loro famiglie che ancora una volta vedono deprezzato il loro lavoro – ha spiegato in piazza – siamo in presenza di una crisi pesante che ormai da due anni coinvolge tutto il settore agrario e non risparmia la viticoltura. Ma siamo convinti che per uscire da questa grave situazione non servano iniziative d’emergenza, come per esempio distillare tutte le eccedenze: un provvedimento che tampona ma non risolve". "Riteniamo invece necessario – è il suggerimento – avviare una battaglia politica e culturale di sensibilizzazione affinché non si produca troppo per poi buttare o svalutare. Sarebbe opportuna una selezione che privilegi la produzione dei vitigni autoctoni e blocchi le produzioni estensive, nuovi impianti e l’ingresso di vitigni alloctoni che abbassano la qualità, moltiplicando le giacenze".
La crisi della viticoltura in Piemonte, secondo i dati diffusi da Slow Food, potrebbe coinvolgere le famiglie di circa 12mila agricoltori. La Regione è pronta a mettere sul piatto 2,1 milioni di euro, cioè 20 centesimi a ettolitro, per alzare i prezzi e sostenere il settore. Ma il rischio è che non sia sufficiente e che i produttori decidano davvero di non vendemmiare.

