Quando si parla di consumatori, ormai, non ci sono più confini nazionali. Soprattutto in ambito europeo, quello che succede ad un italiano può succedere anche ad un francese e questo vale sia per le truffe che per la risoluzione di esse. La Rete dei Centri Europei Consumatori (ECC-Net), di cui fanno parte 29 Paesi, si occupa proprio del consumatore europeo; il CEC di Bolzano presenta il bilancio del 2011, con i casi trattati e le iniziative messe in campo per risolverli.
Ad esempio, un sito internet italiano che “non prende alla lettera i termini di consegna e fa attendere i consumatori di mezza Europa per mesi”: è stato segnalato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, e si attende una sua pronuncia.
Un altro caso riguarda un’azienda che non risarcisce al consumatore il danno dovuto ad un prodotto difettoso: invece che la segnalazione all’Autorità si è preferito contattare l’azienda – nota a livello mondiale – proponendole una soluzione extragiudiziale.
In alcuni casi si riesce ad ottenere una soluzione amichevole – un “gesto commerciale” – anche se la pretesa del consumatore non è inequivocabilmente fondata da un punto di vista giuridico: è successo ad una consumatrice austriaca, che ha cercato invano di far valere nei confronti del venditore un probabile errore di deposito in conseguenza del quale non è stato possibile posare le “pregiate piastrelle italiane”. E’ bastato raccontare la cosa alla rinomata azienda produttrice italiana, e il venditore austriaco ha subito sostituito il prodotto, senza alcun problema.
La ricetta giusta per risolvere i casi dipende quindi dal tipo di reclamo, dalla controparte e dalle diverse esigenze ed aspettative dei consumatori. Per conoscere altre storie e saperne di più sul lavoro del nostro Centro, potete consultare il nostro sito internet www.euroconsumatori.org.
 

Parliamone ;-)