Alimentari, Consumatori su indagine Antitrust: rincari alti e meno cibo in tavola (Foto Pixabay)
Alimentari, GDO e filiera, Consumatori: rincari alti e meno cibo in tavola
L’Antitrust apre un’indagine sul ruolo della GDO nella filiera agroalimentare. Sotto accusa i prezzi degli alimentari. I Consumatori ricordano la stangata sulle famiglie e chiedono che le criticità vengano risolte
Le famiglie hanno tagliato le spese alimentari. C’è stato il boom delle vendite nei discount. Dopo il calo del costo dell’energia, non tutti i prodotti sono scesi di prezzo. Insomma: contro l’andamento dei prezzi le conseguenze si sono fatte sentire nelle abitudini dei consumatori e i prezzi degli alimentari continuano a essere critici. L’Antitrust ha appena avviato un’indagine conoscitiva sul ruolo svolto dalla grande distribuzione organizzata (GDO) nell’ambito della filiera agroalimentare e i Consumatori prendono spunto da questo per ribadire la stangata che si è abbattuta sulle famiglie. E chiedersi cosa succederà dopo l’indagine.
UNC: “Poi cosa succede?”
Commenta così il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona: “Bene, ottima notizia, ma poi che succede? È sempre benvenuta ogni indagine conoscitiva, certo che poi ci piacerebbe avessero anche un seguito e che, una volta evidenziate eventuali criticità, si prendessero provvedimenti, sia sul piano legislativo, sia con provvedimenti dell’Antitrust stessa”.
Fra le indagini conoscitive dell’Antitrust si segnalano anche quelle sui voli e sull’editoria scolastica. E a queste fa riferimento l’UNC.
“Da quella sugli algoritmi nel settore aereo – prosegue Dona – a quella sul caro scuola, solo per citare le ultime due indagini conoscitive, sono emerse numerose criticità che ci piacerebbe venissero rimosse: dalla mancanza di trasparenza delle tariffe aeree per via del prezzo separato dei vari servizi accessori al divieto legislativo di poter fare sconti superiori al 15% sui libri scolastici. Bisogna che a queste indagini seguano i fatti e che alle imprese sia poi imposto di cessare pratiche che creano un pregiudizio per i consumatori”.
Alimentari e stangata
L’andamento dei prezzi alimentari, con rialzi di quasi il 25% dal 2021, ha avuto conseguenze pesanti sulle famiglie. Una stangata che per il Codacons equivale a oltre 1400 euro l’anno per la famiglia tipo rispetto al 2021, a più 1.915 euro annui se si considera un nucleo con due figli.
“Prima il caro-energia poi la guerra in Ucraina hanno spinto al rialzo i prezzi al dettaglio nel comparto alimentare, al punto che nel 2025 fare la spesa è costato quasi un quarto in più rispetto al 2021 – spiega il Codacons – Una volta terminati gli effetti di tali emergenze, tuttavia, i rincari non sono rientrati, e i listini non sono tornati alla normalità: al contrario i prezzi di cibi e bevande hanno continuato a salire, dando vita ad una forma di speculazione sulla pelle dei consumatori”.
Tagli alle spese alimentari
I rincari nel settore alimentare hanno impoverito le famiglie e le hanno costrette a modificare le abitudini alimentari.
Le famiglie, ricorda Assoutenti, “ spendono sempre di più per un carrello sempre più vuoto – denuncia il presidente Gabriele Melluso – A confermarlo sono i dati Istat: da ottobre 2021 ad ottobre 2025 le vendite alimentari nel nostro Paese sono crollate in volume del -7,8%, ma nello stesso periodo i prezzi di cibi e bevande sono saliti di quasi il 25%”.
Una famiglia su tre ha tagliato la spesa alimentare, le abitudini sono cambiate e hanno portato a un vero e proprio boom di acquisti nei discount che in quattro anni, dal 2021 al 2025, hanno aumentato le vendite del 24,3%. Aggiunge Melluso: “Accogliamo con soddisfazione l’apertura di una indagine conoscitiva sull’andamento dei prezzi alimentari, perché è evidente la presenza di anomalie che hanno danneggiato le famiglie portando ad una crescita ingiustificata e del tutto fuori controllo dei listini al dettaglio”.

