Caro voli Sicilia e Sardegna, Antitrust: no criticità concorrenziali (Foto Pixabay)

Non emergono pratiche scorrette, profilazione della clientela e “criticità concorrenziali” nel caro voli diretti verso la Sicilia e la Sardegna. Così l’Antitrust in audizione alla Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità con riguardo ai voli per Sardegna e Sicilia. L’Autorità ha avviato un’indagine conoscitiva sugli algoritmi di prezzo nel trasporto aereo passeggeri lungo le rotte da e per Sicilia e Sardegna, prevista in chiusura per il 31 dicembre 2025. In audizione, il segretario generale dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Guido Stazi ha spiegato che l’Autorità, sulla base delle informazioni fornite dalle compagnie aeree, ha analizzati oltre 23 milioni e mezzo di dati sui biglietti venduti per singola tratta sui voli nazionali nel 2023.

No elementi di criticità concorrenziali

“L’analisi svolta non ha fatto sostanzialmente emergere l’adozione di pratiche di ‘profilazione’ della clientela finalizzate alla personalizzazione dei prezzi in base al tipo di dispositivo, al sistema operativo e alla storia di navigazione dell’utente”, ha detto il segretario generale. “Nel complesso, l’analisi condotta sui mercati delle rotte domestiche da e per la Sicilia e la Sardegna non ha fatto emergere elementi di criticità concorrenziali in relazione al funzionamento degli algoritmi di prezzo o alla concreta dinamica dei prezzi, tali da far presumere, allo stato, fenomeni di collusione tra compagnie aeree suscettibili di interventi ai sensi della normativa antitrust” (Fonte: Ansa). Per Stazi «laddove vi sia un fallimento di mercato, sta all’intervento dello Stato correggere gli squilibri e garantire il benessere collettivo». (Fonte: La Sicilia).

Assoutenti: a Natale un biglietto per la Sicilia costa più di un volo intercontinentale

Ma le associazioni dei consumatori non sono d’accordo. Assoutenti ad esempio commenta che “se a Natale biglietto per Sicilia costa più di un volo intercontinentale non può essere normale”. L’associazione non condivide la tesi secondo cui i rincari dei prezzi dei voli per Sicilia e Sardegna sarebbero fenomeno senza possibilità di intervento da parte dell’Autorità.

Quando a Natale un biglietto aereo per volare dalle città del nord Italia agli scali siciliani arriva a costare più di un volo intercontinentale non si può parlare di assenza di criticità – afferma il presidente Assoutenti Gabriele Melluso – Anche sul fronte della concorrenza tra compagnie aeree, se le tariffe di tutti gli operatori salgono a livelli astronomici in occasione dei periodi di festa, i consumatori non hanno alcuna possibilità di risparmiare, perché di fatto la concorrenza viene pressoché azzerata”.

Siamo invece d’accordo – prosegue Melluso – sull’esigenza di un intervento da parte dello Stato per frenare l’odioso fenomeno del caro-voli e adottare misure realmente in grado di tutelare tutti i cittadini che si spostano in Italia in aereo durante le festività, e garantire la continuità territoriale della penisola italiana alla luce del fatto che l’articolo 119 della Costituzione prevede che “la Repubblica riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità”.

Codacons: uso degli algoritmi è il problema

Molta dura la reazione del Codacons. “Sul fronte del caro-voli per Sicilia e Sardegna il problema, come più volte da noi denunciato, non è la profilazione degli utenti per la personalizzazione dei prezzi, ma l’uso degli algoritmi da parte delle compagnie aeree che fanno lievitare a livelli insostenibili le tariffe dei biglietti”.

Per il Codacons, sono gli algoritmi che rendono le tariffe “fuori controllo” e fanno impennare i prezzi dei voli durante i periodi di domanda più alta, a Natale e a Pasqua. Secondo un’indagine del Codacons, volare da nord a sud durante le feste natalizie arriva a costare fino al 900% in più rispetto ad altri periodi dell’anno e a volte addirittura risulta “economicamente più conveniente recarsi all’estero in aereo e da lì prendere un volo per raggiungere la Sicilia o la Sardegna”.

UNC: si cambi la legge

L’Unione Nazionale Consumatori chiede di cambiare la legge. “Una pessima e un’amara notizia, oltre che una delusione!”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “A questo punto – prosegue Dona – come avevamo chiesto nell’ambito del ddl concorrenza, urge una modifica legislativa dell’art. 1 del decreto legge n. 104/2023, che, come avevamo all’epoca denunciato, è comunque troppo fiacco, dato che consente all’Antitrust di intervenire non sulla mera speculazione, ma solo se viene accertato un coordinamento algoritmico delle tariffe praticate dalle compagnie nel settore aereo che facilita o attua un’intesa restrittiva della concorrenza o un abuso di posizione dominante. Se non si prova l’utilizzo di procedure automatizzate di determinazione delle tariffe basate su attività di profilazione web dell’utente o sulla tipologia dei dispositivi elettronici utilizzati per le prenotazioni, l’Antitrust ha le mani legate. Per questo urge l’introduzione del concetto di prezzo anomalo e una normativa molto più stringente i rincari abnormi e ingiustificati”.

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