Acqua, Istat: la spesa per la fornitura è aumentata del 9,2% rispetto al 2015

Acqua, Istat: la spesa per la fornitura è aumentata del 9,2% rispetto al 2015

Nel 2019, secondo i dati Istat, la spesa media mensile delle famiglie per la fornitura di acqua nell’abitazione è in media 14,62 euro, pressoché invariata rispetto al 2018 e pari allo 0,6% della spesa complessiva per il consumo di beni e servizi. Questa voce di spesa è aumentata, però, del 9,2% rispetto al 2015.

Mentre, per l’acquisto di acqua minerale la spesa mensile sostenuta dalle famiglie è di 12,57 euro nel 2019, solo due euro in meno della spesa per la fornitura di acqua. Questo dato risulta in costante crescita nel quinquennio 2015-2019, pur con un lieve rallentamento nell’ultimo anno (+0,7% la variazione sull’anno precedente, +4,5% tra 2018 e 2017).

Nel complesso, rispetto al 2015, la spesa familiare per acqua minerale cresce più di quella per la fornitura di acqua nelle abitazioni (+22,4% contro +9,2%).

Acqua e livelli di spesa, differenze territoriali

Secondo i dati Istat, i livelli di spesa mensile delle famiglie per la fornitura di acqua nell’abitazione risultano superiori alla media nazionale nel Mezzogiorno (16,78 euro) e nel Centro (16,51 euro), mentre sono inferiori nelle regioni del Nord (12,37 euro).

Per quanto riguarda il consumo di acqua, l’analisi Istat ha rilevato che almeno un componente nel 65% delle famiglie acquista più di un litro di acqua minerale al giorno, nel 2019.

Il dato più elevato sul consumo si registra nelle Isole (67,7%), quello più basso al Sud (62,8%). L’Umbria si conferma, anche per il 2019, in cima alla graduatoria regionale (74,4%) e il Trentino-Alto Adige nella posizione più bassa (48,9%).

 

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UNC: rialzo 3 volte più dell’inflazione

“Il rialzo della spesa mensile familiare per la fornitura d’acqua, dal 2015 al 2019, è più di 3 volte quello dell’inflazione, ossia dell’indice generale. Infatti, mentre l’indice dei prezzi al consumo è salito dal 2015 al 2019 del 2,9%, per l’acqua il rincaro è del 9,2%, ossia il 217% in più”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Se poi consideriamo i dati di Arera, che hanno un diverso universo di riferimento, rispetto al servizio idrico integrato, l’aumento registrato dal 2015 al 2019 è addirittura del 25,4%, quasi 9 volte l’inflazione”, prosegue Dona.

“Questi incrementi astronomici attestano che il problema degli italiani è sempre lo stesso, ossia che le tariffe che dovevano diminuire di prezzo sono sempre aumentate più dell’inflazione e questo contribuisce a mandare in tilt i bilanci delle famiglie visto che si tratta di spese obbligate”, conclude Dona.

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