Peers say no

Peers say no, il progetto di Adiconsum per la tutela della proprietà intellettuale

Giovedì arriva a Milano la nuova edizione di Peers Say No, il progetto di educazione alla legalità e di lotta alla contraffazione di Adiconsum e Agenzia Dire rivolto ai giovanissimi. L’obiettivo è di educare all’importanza della proprietà intellettuale, informare sui danni della contraffazione e della pirateria informatica e sensibilizzare al valore della legalità.

Peers Say No: il progetto

Peers Say No” è il progetto di Adiconsum e Agenzia Dire dedicato ai giovanissimi che, attraverso un ciclo di lezioni organizzate presso scuole primarie e secondarie, mira ad informare e rendere consapevoli i ragazzi tra gli otto e i dodici anni sull’importanza che la proprietà intellettuale ha per la sicurezza nella vita quotidiana, per la ricerca, per il progresso tecnologico, per la produzione culturale. Una tutela che, quando manca, porta a pericoli seri come la chiusura di aziende e alla perdita di posti di lavoro.

Il progetto, cofinanziato da EUIPO, l’Ufficio dell’Unione Europea che si occupa di proprietà intellettuale, è la prosecuzione naturale dell’iniziativa di Adiconsum dello scorso anno, e arriverà a Milano il prossimo 12 dicembre nell’istituto comprensivo Teodoro Ciresola. “Peers Say No”, partito con successo lo scorso 18 novembre nel napoletano per arrivare poi il 27 novembre a Roma, farà altre tappe in Italia nei prossimi mesi.

Ci sono lezioni, attività di laboratorio, incontri e occasioni di approfondimento. C’è un sito dedicato con tutti i materiali del progetto, che nasce dalla consapevolezza di quanti siano pesanti i numeri del mercato della pirateria e della contraffazione e le conseguenze sulla tutela dei consumatori, sul lavoro e sull’economia.

Produzione illegale, contraffazione, pirateria

«La produzione illegale opera in concorrenza sleale ed erode profitti e ricavi alle imprese, danneggiandole in alcuni casi notevolmente – spiega Adiconsum – È il caso dell’industria culturale, del design e dell’intrattenimento, che vede interi settori perdere sostenibilità economica di giorno in giorno, fino al limite estremo del rischio di chiusura per le imprese e del crollo della produzione creativa».

Secondo un’indagine FAPAV (Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali) e IPSOS di luglio 2019, la sola pirateria audiovisiva nel 2018 ha sottratto quasi 1,1 miliardi di euro all’economia italiana e oltre 600 milioni di euro di fatturato all’industria audiovisiva, “bruciando” 6.000 posti di lavoro.

La merce contraffatta, inoltre, è prodotta nella totale illegalità: evasione fiscale, lavoro nero e lavoro minorile, uso di materie prime vietate o frutto di ricettazione, contrabbando, riciclaggio, danno ambientale, violazione delle leggi sulla salute e sicurezza dei consumatori e frode commerciale.

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