Mercato del libro in ripresa
Dalle librerie di quartiere all’online, come sta andando il mercato del libro?
Il mercato del libro si è ripreso dopo il lockdown. Bene le vendite di Natale, anche se il panorama è complesso: su le vendite online, tengono le librerie di quartiere, faticano i centri cittadini. I primi dati degli editori
Il mercato del libro si è ripreso dopo il lockdown di primavera. Quanto, adesso, non è facile a dirsi. Le vendite a Natale sono andate bene. Ci sono comparti che hanno tenuto e altri che invece faticano.
«Il boom delle vendite online e la buona tenuta delle librerie di quartiere si accompagna a una difficoltà delle librerie nei centri cittadini e nei centri commerciali e a quelle di catena».
È un primo bilancio sul mercato del libro, quello tracciato dall’Associazione italiana editori, che ha rilasciato qualche anticipazione in attesa di un’analisi più approfondita che verrà presentata a fine mese.

Mercato del libro in ripresa
«Le vendite a Natale sono andate bene e questo ci consente di sperare che il 2020 si chiuda sugli stessi livelli del 2019 per l’editoria di varia, ovvero romanzi, saggistica, libri per ragazzi nelle librerie, nei supermercati e negli store online – ha annunciato il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi – Si tratta di un dato che conferma la ripresa del mercato del libro dopo il lockdown di marzo e aprile e che era già evidente nei numeri di luglio e settembre».
Dagli editori arriva una valutazione positiva sulle misure a favore del libro assunte negli ultimi tempi, insieme alla rivendicazione di quanto sia importante la lettura, che “rimane ancora una grande emergenza italiana”.
«Il panorama a cui assistiamo è complesso – anticipa Levi – Innanzitutto il dato positivo nasconde al suo interno performance molto diverse: il boom delle vendite online e la buona tenuta delle librerie di quartiere, ad esempio, si accompagna a una difficoltà delle librerie nei centri cittadini e nei centri commerciali e a quelle di catena. L’assenza di manifestazioni fieristiche ha privato alcuni editori di un importante canale di vendita e promozione. Alcuni settori, come l’editoria di arte e di turismo ma non solo, hanno subito grandissime perdite e tutti gli editori si trovano di fronte a sfide molto difficili».
Il 2021 si annuncia non facile
I consumi culturali crescono insieme, conclude Levi, per cui l’impoverimento complessivo è preoccupante.
«Questi dati incoraggiano gli editori ad affrontare un 2021 che si preannuncia comunque non facile e che, ci auguriamo, vedrà ancora il governo e il parlamento a sostegno della cultura e della lettura in Italia, perché non c’è ripresa economica che non passi attraverso la conoscenza. Quindi scuola, scuola e ancora scuola. Il grandissimo lavoro degli editori a sostegno dell’istruzione nella scuola e nella università in questa difficile stagione segnata dalla didattica a distanza e lo straordinario successo in un anno complicato di #ioleggoperché, il progetto di AIE a favore delle biblioteche scolastiche, sono la migliore conferma del nostro impegno».

