A febbraio cala la fiducia dei consumatori
Istat, a febbraio diminuisce la fiducia dei consumatori
A febbraio 2022 diminuisce la fiducia dei consumatori, che segna il valore più basso da maggio 2021. I Consumatori: situazione destinata ad aggravarsi per la guerra in Ucraina
A febbraio diminuisce la fiducia dei consumatori. E segna il valore più basso da maggio 2021. Secondo i dati diffusi oggi dall’Istat, a febbraio 2022 si stima una diminuzione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori che scende da 114,2 a 112,4, mentre l’indice composito del clima di fiducia delle imprese sale da 105,3 a 108,2.
Tutte le componenti dell’indice del clima di fiducia dei consumatori diminuiscono, fatta eccezione per il clima futuro. Scende di poco il clima economico, mentre il calo è maggiore per il clima personale e quello corrente. Il clima futuro aumenta.
«A febbraio l’indice di fiducia delle imprese torna ad aumentare dopo il calo deciso registrato lo scorso gennaio – commenta l’Istat – Il recupero è dovuto ad un diffuso miglioramento della fiducia nel comparto dei servizi e in quello delle costruzioni. L’indice di fiducia dei consumatori flette per il secondo mese consecutivo registrando il valore più basso da maggio 2021. La diminuzione è dovuta al peggioramento dei giudizi sia sulla situazione economica generale sia su quella personale».
Fiducia dei consumatori, effetto rincari e futuro buio
Le associazioni dei Consumatori sottolineano il peso del caro bollette e del carovita su questa dinamica, cui si aggiungeranno le ripercussioni della guerra in Ucraina.
«Effetto caro bollette, caro benzina e carovita – dice il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona – Il Governo non solo non ha stanziato risorse a sufficienza per evitare la mega stangata sulle bollette di luce e di gas, ma non ha fatto nulla contro il caro carburanti o il carovita. Inevitabile, quindi, che la fiducia scenda».
«Insomma gli italiani vedevano già un futuro buio prima ancora dell’aggravamento dovuto all’invasione dell’Ucraina, figurarsi cosa succederà a marzo – prosegue Dona – Per questo il Governo deve intervenire con urgenza su luce e gas, dirottando su questo trimestre i 2,7 miliardi previsti per il prossimo, e deve ridurre di almeno 20 cent le accise sui carburanti».
Per il Codacons sono dati «destinati a peggiorare nelle prossime settimane, a seguito del conflitto tra Russia e Ucraina che avrà effetti diretti sulla fiducia di famiglie e imprese. Una situazione incandescente, perché il conflitto in atto, unitamente all’escalation dei prezzi al dettaglio e alla crisi dell’energia, potrebbero avere conseguenze devastanti sui consumi e sull’economia nazionale».
Assoutenti: si rischia Caporetto dei consumi
Il secondo calo consecutivo dell’indice della fiducia dei consumatori è un pessimo segnale per la nostra economia, dice a sua volta Assoutenti. Pesa l’allarme delle bollette e si rischia che le famiglie taglino i consumi e rimandino gli acquisti.
Aggiunge il presidente dell’associazione Furio Truzzi: «Un quadro aggravato dal conflitto russo-ucraino che avrà ripercussioni anche per il nostro paese, determinando un incremento dei prezzi al dettaglio per una moltitudine di beni e tensioni al rialzo sulle quotazione di luce e gas. Per tale motivo ribadiamo la necessità di un intervento del Governo volto a contenere la crescita dei listini sia dei carburanti, sia dei beni di prima necessità, per evitare una Caporetto dei consumi».

