centro commerciale nuove misure anti Covid

A gennaio la fiducia dei consumatori migliora mentre c’è un peggioramento per quella delle imprese. I dati diffusi oggi dall’Istat dicono che a gennaio 2020 si stima un miglioramento dell’indice del clima di fiducia dei consumatori, che passa da 110,8 a 111,8, mentre l’indice composito del clima di fiducia delle imprese registra un calo (da 100,7 a 99,2).

«Per i consumatori, il clima di fiducia recupera completamente la flessione registrata a novembre 2019 riportandosi sul livello dello scorso ottobre. L’aumento è dovuto ad un diffuso miglioramento di tutte le componenti», spiega l’Istituto di statistica.

Sono infatti in rialzo il clima economico, il clima personale, il clima corrente e quello futuro.

 

economia

 

Consumatori: buona notizia

Il dato incontra il sollievo delle associazioni dei consumatori.

«Dopo la risalita di dicembre, prosegue l’andamento positivo della fiducia dei consumatori e non si interrompe la luna di miele con il Governo», afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

«Gli italiani, che a novembre avevano bocciato la manovra del Governo, ora sembrano valutare positivamente gli effetti che potranno avere in futuro le misure decise dall’Esecutivo, come dimostrano i dati delle attese sulla situazione economica italiana e della famiglia, che migliorano, rispettivamente, da -29,6 a -26,7 e da -9,9 a -7,2 – dice Dona – Il Governo, però, deve stare molto attento a non deludere le aspettative degli italiani, perché il giudizio sulla situazione attuale è peggiorato, sia per l’Italia, da -60,5 a -60,8, sia per la famiglia, da -22,1 a -22,9».

Buona la ripresa della fiducia dei consumatori, male invece quella per le imprese. Per Carlo Rienzi, presidente Codacons, «la fiducia delle famiglie in crescita in tutte le sue componenti è un segnale importante che fan ben sperare, specie sul fronte dei consumi futuri, perché ad una maggiore fiducia dei cittadini corrisponde una più elevata propensione alla spesa nel breve termine. Preoccupano invece i dati rilevati dall’Istat per le imprese, che risentono in modo particolare del peggioramento delle aspettative nel settore del commercio, dove giudizi e attese sulle vendite sono assolutamente negativi, a dimostrazione della crisi che attanaglia il commercio in Italia e che deve essere affrontata al più presto».

Più cauto il commento di Federconsumatori per la quale il positivo segnale di ripresa nella percezione delle famiglie sulla propria condizione economica forse «è forse pervaso dall’ottimismo in vista delle norme previste in tema di taglio del cuneo fiscale». Per Emilio Viafora, presidente Federconsumatori, che chiede interventi strutturali nel sistema economico, improntati allo sviluppo, «rimangono centrali la questione redistributiva e della riforma fiscale, che devono essere affrontate al più presto per dare nuovo impulso alla crescita e all’occupazione, così da dare ai cittadini prospettive incoraggianti sul futuro del Paese».


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