Fiducia consumatori

Istat, i dati sulla fiducia consumatori a gennaio

Cresce, ma con cautela, l’indice del clima di fiducia dei consumatori che a settembre passa da 111,9 a 112,2.

Lo riferisce l’Istat, mettendo in evidenza che l’incremento dell’indice di fiducia dei consumatori è la sintesi di andamenti eterogenei delle sue componenti: il clima economico registra un calo passando da 127,7 a 127,0 mentre il clima corrente rimane stabile a quota 110,0; si rileva, invece, un aumento sia per la componente personale sia per quella futura (da 107,0 a 107,8 e da 115,5 a 116,8, rispettivamente).

Le opinioni delle Associazioni

Secondo il Codacons, il rialzo della fiducia dei consumatori è da attribuire alla nascita del nuovo Governo, sul quale i consumatori ripongono molte aspettative.

“Come già avvenuto in passato, la formazione di un nuovo esecutivo rappresenta una iniezione di fiducia sui consumatori, accertata dagli indicatori Istat che registrano a settembre un andamento al rialzo per le varie componenti – spiega il presidente Carlo Rienzi – Le aspettative delle famiglie sono quindi elevate, ma dal Governo si attendono fatti concreti per confermare il trend positivo anche nei prossimi mesi”.

Sul calo della fiducia delle imprese, pesa invece la mancata ripresa dei consumi, con le imprese del commercio che esprimono giudizi fortemente negativi sulle vendite.

Anche l’Unione Nazionale Consumatori sostiene che l’aumento della fiducia sia dovuto all’insediamento del nuovo Governo.

Il problema è mantenere questa fiducia e non tradirla. Inoltre, questa volta il rialzo è stato inferiore a quello dei precedenti Governi, appena 0,3 punti”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Massimiliano Dona è il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori,
Massimiliano Dona, il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori

“Il fatto che l’aumento della fiducia dipenda dal nuovo Governo è attestato dalla componente relativa alle attese sulla situazione economica dell’Italia che balza da -21,5 a -16,3, +5,2 punti”, conclude Dona.

La fiducia delle imprese

Il lieve aumento dei consumi delle famiglie non basta a recuperare quanto perso rispetto a settembre 2018 (-3,7 punti). Inoltre l’indice dei consumatori continua a registrare dinamiche che cambiano di segno quasi ogni mese: incide una certa difficoltà ad interpretare i segnali che provengono dall’economia, dalla propria situazione familiare e dal contesto più generale.

Dalle imprese che arrivano gli avvisi più preoccupanti. L’indice complessivo segna una contrazione di 5 punti rispetto allo scorso anno, anche se il dato medio nasconde forti differenziazioni. La manifattura tocca i livelli minimi degli ultimi 5 anni, mentre l’indice di fiducia delle imprese del commercio al dettaglio affonda in un solo mese di 2,3 punti: a pesare è l’ombra degli aumenti IVA, previsti dalle clausole di salvaguardia e la poca chiarezza del governo al riguardo. Segnali negativi anche dal turismo, che registra un crollo di 8 punti che si aggiunge al -3 di agosto.

Per Confesercenti, quindi, le condizioni di fiducia delle famiglie e delle imprese italiane restano fragili.

“Serve una manovra di bilancio che sappia ricostruire un ambiente favorevole alla ripresa. Un obiettivo che può esser raggiunto a costo zero avviando un serio e credibile programma di semplificazione e riduzione degli oneri burocratici”, dicono da Confesercenti.

 

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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