Le associazioni dei consumatori analizzano gli effetti dell'inflazione: preoccupa l'aumento dei prezzi dei beni alimentari (foto Pixabay)
Istat: secondo i dati provvisori, a giugno l’inflazione annua è pari a +1,7%
Le associazioni dei consumatori analizzano gli effetti dell’inflazione: preoccupa l’aumento dei prezzi dei beni alimentari
Secondo i dati provvisori di giugno resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione annua è pari +1,7%, dal +1,6% di maggio.
In particolare – spiega l’Istat – l’aumento è dovuto principalmente alle “tensioni registrate sui prezzi dei Beni alimentari (+3,5% da +3,0% di maggio). Nel comparto energetico, al contrario, si accentua la flessione dei prezzi su base tendenziale (-2,5% da -2,0%), trainata dalla forte decelerazione dei prezzi della componente regolamentata (+22,7% da +29,3%)”.
Aumenta il tasso di crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” (+3,1% da +2,7%) e aumenta anche l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi (+2,1%, dal +1,9% di maggio).
Inflazione, l’analisi dei Consumatori
Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, i dati sono allarmanti, “non tanto per il rialzo dell’inflazione annua che passa da 1,6 a 1,7, quanto per il fatto che decolla il carrello della spesa, da 2,7 a 3,1, trainato dai Prodotti alimentari e bevande analcoliche, che segnano un balzo dal 3,2% di maggio al 3,7% di giugno. Insomma, sono le spese obbligate a fare da volano all’inflazione, colpendo soprattutto le fasce meno abbienti della popolazione”.
“Tradotto in termini di aumento del costo della vita – prosegue Vignola – significa che se l’inflazione a 1,7% comporta, per una coppia con due figli, un rialzo complessivo della spesa pari a 622 euro, di questi ben 338 euro in più se ne vanno solo per i Prodotti alimentari e le bevande analcoliche; 356 per il carrello della spesa. Una vera e propria stangata. Per una coppia con 1 figlio, 299 euro sono per cibo e bevande, 317 per i beni alimentari, per la cura della casa e della persona. In media una famiglia spende 234 euro in più soltanto per mangiare e bere“.
Ad analizzare gli effetti dell’inflazione è anche Assoutenti: “Con l’inflazione attuale, solo per cibi e bevande una famiglia con due figli si ritrova a spendere +338 euro su base annua – spiega il presidente Gabriele Melluso -. Alcuni prodotti segnano rincari astronomici: il burro aumenta del +19,9% sul 2024, il caffè del 25%, il cioccolato del 13%, il cacao del 21,4%, ma sensibili rialzi si registrano anche per le uova (+7,4%), la frutta fresca (+7,1%), i gelati (+5,5%). Un trend, quello dei rialzi alimentari, che prosegue oramai da mesi, e che rischia di peggiorare nelle prossime settimane, con l’aumento della domanda per i beni tipici dell’estate. Chiediamo al governo di prestare la massima attenzione all’andamento dei prezzi nel comparto, perché si tratta di spese primarie di cui le famiglie non possono fare a meno, e che incidono pesantemente sui bilanci degli italiani”, conclude Melluso.
Secondo l’analisi di Federconsumatori, con l’inflazione a questi livelli “si stimano ricadute, per una famiglia media, pari a +535,50 euro annui, di cui +174,60 euro solo nel settore alimentare. Aumenti che renderanno sempre più marcate ed evidenti le disuguaglianze e le disparità anche in tema di consumi alimentari, con una crescita delle famiglie costrette a tagli e rinunce“.
L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori da tempo denuncia la riduzione del consumo di carne e pesce (-16,9%, con uno spostamento anche verso il consumo di tagli e qualità meno costosi e meno pregiati); l’incremento della tendenza a ricercare offerte, sconti, acquisti di prodotti prossimi alla scadenza (abitudine adottata dal 51% dei cittadini); l’aumento della spesa presso i discount (+12,1%). “Tendenze che si aggraveranno – sottolinea l’associazione – se il Governo non avvierà provvedimenti urgenti per arginare i rincari, sostenere il potere di acquisto delle famiglie e colpire l’insorgere di fenomeni speculativi”.
Codacons: in arrivo stangata su vacanze estive
Il Codacons richiama l’attenzione sull’aumento dei prezzi legati al settore turistico, in vista delle vacanze estive.
“Una stangata sta per abbattersi sulle vacanze estive degli italiani – osserva l’associazione. – A giugno i prezzi registrano un aumento medio del +1,7% su anno che, in termini di spesa e considerati i consumi totali delle famiglie, equivale ad un maggiore esborso pari a +559 euro annui per la famiglia “tipo”, +761 euro per un nucleo con due figli”.
“Tutte le voci legate al turismo hanno registrato a giugno una decisa crescita, che segue il trend al rialzo iniziato già nel mese di maggio – analizza l’associazione -: i prezzi dei voli nazionali, ad esempio, a giugno rincarano del +38,1% su anno, le tariffe dei traghetti del +19,6%, quelle dei Servizi ricreativi e sportivi (piscine, stabilimenti, palestre, parchi divertimento, ecc.) del +7,7%; i prezzi dei Pacchetti vacanza nazionali del +8,7%. Gli alberghi rincarano del +2,9% su anno, mentre i listini di case vacanza, b&b e altre strutture ricettive del +5,8%”.

