L'inflazione influenza le scelte di vita e gli italiani tagliano le spese, ma non quelle sanitarie

L'inflazione influenza le scelte di vita e gli italiani tagliano le spese, ma non quelle sanitarie (foto Pixabay)

L’inflazione influenza i consumi e gli italiani tagliano le spese, ma non quelle sanitarie

Secondo la ricerca di UniSalute la maggioranza degli intervistati (57%) non intende ridurre le spese per la salute, e il 15% vuole addirittura aumentarle. Nonostante questi propositi, oltre la metà non ha effettuato alcun esame di prevenzione e screening nell’ultimo anno

 

Il caro-vita produce un forte impatto sulle scelte di acquisto e di consumo dei cittadini. Nell’ultimo anno l’inflazione ha eroso in maniera significativa i risparmi e il potere di acquisto delle persone; per questo motivo tanti hanno cercato di tutelarsi tagliando il superfluo o adottando buone abitudini antispreco. Il rischio è che anche spese importanti, come quelle sanitarie, subiscano l’impatto negativo del caro prezzi. Da qui parte l’indagine di UniSalute, che ha intervistato gli italiani su questo argomento, all’interno dell’Osservatorio Sanità svolto in collaborazione con Nomisma.

Inflazione, quale impatto sulle spese sanitarie?

La ricerca – spiega UniSalute – conferma, innanzitutto, come l’inflazione si stia facendo sentire nella quotidianità delle persone: circa la metà (49%) afferma che le proprie scelte di vita sono fortemente influenzate dall’aumento dei prezzi e dal caro bollette, e il 40% dice di essere condizionato dalla situazione economica familiare.

Di conseguenza, più di otto italiani su dieci (81%) hanno modificato le abitudini di spesa, tagliando prevalentemente i consumi fuori casa come bar e ristoranti (75% di chi ha cambiato le abitudini di spesa), ma anche i viaggi e le vacanze (63%) e in misura minore gli acquisti relativi all’abbigliamento (47%).

 

Fonte: UniSalute
Fonte: UniSalute

 

Per quanto riguarda, invece, il campo della salute, l’impatto del caro vita si manifesta in misura inferiore: dice di aver ridotto le spese sanitarie il 28% del campione intervistato, con una maggior incidenza sulle donne (32%) rispetto agli uomini (24%). La maggioranza (72%) degli intervistati, comunque, o non intende modificare questa voce di spesa (57%), o ha intenzione addirittura di aumentarla (15%).

Gli italiani trascurano la prevenzione

Sulla diffusione della cultura della prevenzione, però, c’è ancora tanto da fare, secondo quanto emerso dall’indagine.

UniSalute ha chiesto agli intervistati se fossero più attenti al proprio benessere oggi rispetto a cinque anni fa. Per quanto riguarda il benessere fisico, ha risposto di sì il 37% degli intervistati; mentre in merito al benessere psicologico, si dichiara più attento il 34%, con un picco del 40% nella fascia 18-29 anni. In particolare due su tre (66%) indicano proprio l’aver capito l’importanza di controllare in maniera continuativa il proprio stato di salute.

Purtroppo, però, non sempre ai buoni propositi seguono i fatti – secondo l’analisi di UniSalute -; nel campione interrogato per la ricerca, ben il 54% dichiara di non aver svolto alcun esame di prevenzione e screening negli ultimi 12 mesi, con la motivazione prevalente (68%) di non aver avuto particolari problemi di salute.


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