elfo di natale fra i regali

Regali di Natale

Dopo la situazione economica, ambiente e inquinamento preoccupano quanto la disoccupazione. E per il 59% degli italiani la situazione politico-economica dell’Italia nel 2020 sarà meno stabile. Il clima generale di incertezza che permea l’opinione pubblica italiana si riflette anche sulle feste, che partono col freno a mano tirato. Gli italiani arrivano a Natale 2019 preoccupati dalle prospettive dell’economia, della politica e del fisco. E uno su tre taglia la spesa per i regali di Natale, con un budget medio di 272 euro a persona in flessione del 4,4% rispetto allo scorso anno.

Il dato emerge dal sondaggio di Natale fatto da Confesercenti con SWG sulle opinioni e le intenzioni d’acquisto dei consumatori nelle prossime feste. Il 39% sceglie negozi (29%), mercati e mercatini (10%) per fare regali, che insieme fanno più del web – questo però conquista un buon 32% di preferenze contro il 10% del 2010.

 

regali di natale
Regali di Natale, cala un po’ la spesa

 

Lo stato dell’opinione pubblica

Il 2019 è stato un anno negativo, anche se complessivamente non peggiore del 2018. Crolla inoltre il timore dello spread: gli italiani preoccupati per i conti pubblici passano dal 19 al 9%. Ma il miglioramento non basta a generare fiducia. Per alcune famiglie il 2019 ha segnato infatti l’inizio di una fase declinante, come testimoniato dall’aumento dal 50 al 53% degli italiani che ammettono di avere qualche o molte difficoltà ad arrivare a fine mese. Su tutti incide l’incertezza sul futuro: solo il 16% scommette su un 2020 più stabile, il livello più basso degli ultimi tre anni. Rimane alte l’incertezza sulla situazione economica (42%) e sulle prospettive per i giovani (35%); il 26% si dice preoccupato dalle tasse; cala la preoccupazione per l’immigrazione (18%).

Aumenta l’attenzione all’ambiente tanto che il 36% gli italiani si dichiarano preoccupati per ambiente e inquinamento, che pesano quanto la disoccupazione e vengono dopo i problemi sulla situazione economica (42%).

Questa tensione viene interpretata anche maggiore sensibilità agli sprechi e alla spesa, propensione all’acquisto utile e senza eccessi.

Il 33% dei regali viene riciclato e regalato a qualcun altro, segno – per Confesercenti – di un «disallineamento tra doni e bisogni reali».

 

shopping di natale
Consumi di Natale, previsioni caute

I regali di Natale: quanto si spende, cosa si vorrebbe

«Sempre in un’ottica di attenzione alla sostenibilità, il 32% degli italiani progetta di spendere meno dello scorso anno, contro un 11% che invece è intenzionato a spendere di più. Il risultato è una leggera riduzione della spesa media per i regali, che passa da 285 a 272 euro per persona. È un taglio lineare: ogni italiano acquisterà in media 7 regali, lo stesso numero dello scorso anno. Ma spenderà, per tutti un po’ di meno, salvando dalla riduzione solo parenti stretti e bambini».

Se nella lista dei regali più comprati si trovano i soliti noti – libri, enogastronomia, capi d’abbigliamento, tecnologia, giocattoli, videogiochi, moda – più interessante è la classifica di quello che gli italiani vorrebbero ricevere.

Al primo posto, col 22% delle segnalazioni, si piazzano i buoni acquisto da spendere come e quando si vuole nei negozi di propria scelta e desiderati.

Seguono i prodotti tecnologici (16%) e i regali enogastronomici (14%), mentre i capi d’abbigliamento sono indicati dall’11%. Ancora nella lista dei desideri ci sono profumi o cosmetici (8%), smartbox e arredamento/accessori per la casa (tutte e due al 5%) e infine gioielli e giochi (rispettivamente 3 ed 1% delle preferenze).

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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